Giovedì 13 Giugno 2024

Ucciso in auto a Chiaiano: la vittima è un ventenne fratello di uno scissionista

Napoli, 17 settembre 2012 – Come nel 2004, la guerra si combatte sui numeri. E le vittime sono un po’ tutti. Scissionisti contro girati, che sono, questi ultimi, gli scissionisti degli scissionisti. Non è un gioco di parole, ma solo la dinamica di una faida interna ed eterna. Che ha fatto registrare oggi una nuova tacca alla voce morti ammazzati. L’ultimo caduto in faida era un giovanissimo: Roberto Ursillo aveva 20 anni, nessun precedente con la giustizia, ma fratello di un pregiudicato ritenuto vicino ai primi scissionisti, quelli del cartello Abete-Abbinante-Notturno-Pagano. E guidava l’auto che è poi finita fuori strada dopo che lo hanno crivellato di proiettili. Forse è morto sul colpo, per questo l’auto, senza più guida, è sbandata. Roberto era solo tra le lamiere della sua Fiat Palio quando, in via Giovanni Campano, strada che taglia di netto il quartiere di Chiaiano, almeno in due, molto probabilmente in sella a uno scooter o ad una moto di grossa cilindrata, lo hanno affiancato e gli hanno esploso contro alcuni colpi di pistola. L’auto era in direzione Scampìa, la stessa nella quale puntano le indagini. Roberto ha sbandato forse ancor prima di essere raggiunto dai proiettili. Centrato a morte, l’auto è andata dritta per conto proprio, finendo fuori strada. Si pensava ad un incidente. Ma le ferite riscontrate sul colpo della vittima, identificata quasi subito grazie ai documenti in auto, unite ai bossoli di almeno cinque proiettili sull’asfalto hanno lasciato propendere immediatamente per la pista dell’agguato di chiara matrice malavitosa. La conferma che si trattasse proprio di Roberto Ursillo la si è avuta all’arrivo dei parenti.

Si scava nel passato di Ursillo. Si cerca di capire se era proprio lui l’uomo da assassinare. O se si tratta di una vendetta trasversale. E, se sì, a quale dei due gruppi criminali in guerra sia da ritenere in organico: agli scissionisti, molto più probabilmente, uomini del cartello che per primo ha tradito il gruppo fondato dal padrino Paolo Di Lauro, o ai giovani camorristi della fazione cosiddetta della Vannella Grassi, al cui comando sarebbe, tra gli altri, l’ultimo rampollo ancora libero dei Di Lauro: Marco Di Lauro, latitante dal 2005 e la cui presenza sarebbe stata segnalata nel suo quartiere di appartenenza proprio negli ultimi mesi. Da quando è riesplosa la guerra per il controllo delle piazze di spaccio di Scampìa, Secondigliano e di una gran fetta di hinterland settentrionale.

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