Giovedì 30 Marzo 2023

Caso Rea, dall’omicidio alla sentenza

Teramo, 26 ottobre 2012 – Melania rea fu assassinata con 35 coltellate il 18 aprile del 2011. Originaria di somma vesuviana nel napoletano, la giovane mamma di Vittoria due anni si era trasferita Folignano, piccolo centro vicino Ascoli Piceno, per seguire il marito Salvatore Parolisi, originario di Frattamaggiore e caporalmaggiore dell’Esercito e istruttore alla caserma femminile Clementi del 235° Reggimento Piceno. Secondo le ricostruzioni quel giorno Melania si trovava a Colle San Marco, con il marito e la figlia per una giornata di relax. Parolisi raccontò che la moglie scomparve dopo essersi allontanata per raggiungere una toilette. Il cadavere di Melania fu ritrovato 2 giorni dopo nel bosco di Ripe di Civitella, grazie ad una telefonata anonima. Tre mesi più tardi l’autopsia stabilì che Melania fu uccisa con 35 brutali coltellate, colpita da armi che non mai sono state ritrovate e morta per anemia emorragica acuta. alcuni colpi furono inferti post mortem forse per depistare le indagini. La stessa autopsia ipotizzo un assalto alle spalle tipico di una tecnica militare e i sospetti caddero su Salvatore Parolisi. Da lì si iniziò a scavare nella vita dell’uomo da cui emerse un’amante, la soldatessa Ludovica. Nei mesi successivi fu aperta un’inchiesta su ciò che accadeva tra allieve ed istruttori nella caserma di Ascoli Piceno. Parolisi fu arrestato il 19 luglio del 2011 con l’accusa di aver assassinato la giovane moglie. “È come se Melania fosse morta un’altra volta”, commentarono i familiari della donna nel giorno dell’arresto. Il processo a carico del caporale è iniziato lo scorso 30 di marzo e durante le fasi si è arrivato al rito abbreviato: in caso di condanna, Parolisi avrà diritto a uno sconto di un terzo della pena. Per l’omicidio volontario aggravato e il vilipendio di cadavere, reati di cui è accusato il caporalmaggiore dell’esercito in carcere dal 20 luglio scorso, la pena massima è l’ergastolo, così come chiesto dall’accusa. Con lo sconto di un terzo potrebbe anche arrivare a prendere 30 anni di reclusione. Oggi la sentenza in un processo al centro delle cronache per mesi. date, processi, incidenti probatori e indagini. Ma la famiglia Rea non ha mai smesso di sperare di arrivare al colpevole della morte di Melania soprattutto per dare una risposta un giorno alla piccola Vittoria, la figlia dei due a lungo contesa e poi affidata ai genitori materni. Salvatore si è sempre dichiarato innocente.

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