Domenica 14 Aprile 2024

Comune, si aspetta il decreto “salva-Napoli”

Napoli, 2 ottobre 2012 – Ancora 48 ore prima che il governo nazionale approvi il cosiddetto decreto salva Napoli, una misura economica speciale per permetterebbe al comune di Napoli subissato dai debiti di evitare il default. Giovedì infatti a Roma verrà dato l’ok al piano di rientro che prevede la riduzione dei debiti che sfiorano i tre miliardi di euro in 5 anni, il controllo del piano verrà poi effettuato ogni sei mesi dai funzionari della corte dei conti. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva chiesto mesi fa al presidente della repubblica Giorgio Napolitano di farsi portavoce della legge speciale per Napoli. Un sospiro di sollievo per la giunta dell’ex pubblico ministero  che negli ultimi mesi ha dovuto amministrare con molte difficoltà una città in ginocchio. A determinare il disastro finanziario le molte aziende vicine al default che vantano un credito i di un miliardo e trecento milioni di euro circa nei confronti del comune di Napoli. per migliaia di dipendenti delle società in house gli stipendi non arrivano : a partire dall’Anm sino a Bagnoli futura passando per i servizi assistenziali di Napoli Sociale. Per non parlare poi della refezione scolastica bloccata per i trentamila bambini delle scuole nido e asilo della città. Su questa questione non si placano le proteste delle mamme che hanno proposto al comune di affidare direttamente a loro la gestione del servizio mensa per i più piccoli. Dopo lo slittamento nell’assegnazione della gara di appalto, l’assessore all’istruzione Annamaria Palmieri aveva assicurato tempi rapidissimi per un bando d’urgenza, ma comunque se tutto va bene si andrà oltre la prima metà di novembre e fino ad allora nessun bambino potrà svolgere il tempo prolungato pomeridiano. Un danno enorme sia per le mamme che lavorano ma anche per i progetti educativi messi in piedi nelle zone più a rischio, a partire da Scampia. Giovedì potrebbe essere messo un punto al disastro che incombe sulla città che potrebbe così ripartire grazie ai fondi stanziati dai ministeri dell’interno e dell’economia.

 

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