Domenica 26 Giugno 2022

Con la Juventus il Napoli non cambia

Tutto pronto per Juventus-Napoli. Non ci saranno sorprese nella formazione azzurra. Mazzarri andrà con i titolari e con il il 3-4-1-2. In campo quindi inizialmente De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Gamberini, Maggio, Inler, Behrami, Zuniga, Hamsik, Pandev e Cavani. Il tecnico intanto ha rilasciato alcune dichiarazioni a repubblica, ecco alcune delle più significative: “Volevo una carriera migliore di quella da giocatore. E ho lottato per arrivare qui. Il primo giorno. Quando mi fu data la responsabilità della Primavera del Bologna. Passai la notte insonne. Mi ero scritto un discorso di tre pagine, ma quando mi trovai di fronte i ragazzi riuscii a leggere sì e no due righe. Poi stracciai il foglio, per andare a braccio: per dire tutto quello che sognavo. Per loro e per me. Alla fine furono tutti convinti. In quel momento ho capito che sarei diventato un buon allenatore.Certo, aver frequentato lo spogliatoio, come ho fatto anch’io, è importante. Ma non conta essere stati grandi giocatori. Sono due mestieri troppo differenti..Vivo alla giornata, a volte sento e vedo delle cose che mi fanno venir voglia di smettere, mollare.Si sussurra che a fine stagione potrebbe fermarsi. Possibile?
“Possibile”.Una volta si diceva che un allenatore poteva sentirsi realizzato solo dopo aver allenato Juve, Inter o Milan. “Per me non è così. Capisco che in quei club, tradizionalmente, si vince di più. Ma vincere, per me, vuol dire anche altro. Salvare la Reggina con tanti punti di penalizzazione è ancora più che vincere. .Non sono stato mai invidioso. Mi interessa che siano contenti di me i giocatori che alleno e che ho allenato. La sfido a trovarne uno che non mi stima. Per il resto, i presidenti hanno tutto il diritto di fare le scelte che vogliono. Rischiano i loro capitali”Lei ha fama di essere un po’ antipatico…“Lo dicono quelli che mi sono contro. C’è tanta invidia, c’è tanta gelosia, in questo mondo”.Lei parlava dei giocatori. Però se uno pensa ad allenatori che valorizzano i giocatori, il primo nome che viene in mente è quello di Zeman e non il suo.“Non entro nel merito. Io so perché certe cose non mi vengono riconosciute. Lo so e lo tengo per me” Ma devono più Hamsik e Cavani a lei, oppure deve più lei a loro?“Tra allenatori e giocatori c’è sempre uno scambio alla pari. Piuttosto succede che con lo stesso gruppo un allenatore possa fare bene e un altro possa fare danni incalcolabili”.Giocherete in uno stadio pieno e non capita spesso. Non le sembra che andare a vedere le partite costi troppo?“Questi sono temi per dirigenti. Però da allenatore dico che non c’è nulla di più bello di giocare in uno stadio pieno, Sì, sarebbe giusto abbassare i prezzi e avvicinare la gente ai giocatori”.Il calcio naviga tra problemi di ogni tipo.“Ma non mi sembra che fuori dal calcio si viva molto meglio. Anzi. Mio padre e mia madre mi hanno sempre insegnato la cultura del lavoro. È normale, logico, che ognuno pensi a stare meglio, a migliorare la propria posizione, anche economica, Ma c’è un solo modo per farlo in pace con la propria coscienza: con l’impegno ed il sudore”.Dica la verità: Juve-Napoli come finisce?“Le garantisco una grande prestazione”.E quale risultato?“I risultati sono il frutto di episodi. È il bello del calcio. Ma a volte, mi creda, è anche il brutto del calcio…”.

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