Venerdì 19 Agosto 2022

Consiglio regionale della Campania, le Fiamme Gialle passano al setaccio le “indennità di missione”

Napoli, 17 ottobre 2012 – Si apre un nuovo fronte dell’inchiesta sui presunti sprechi di denaro pubblico al consiglio regionale della Campania. La procura vuole vederci chiaro sulle cosiddette “indennità di missione”, i rimborsi che i consiglieri percepiscono quando si allontanano dagli uffici del Centro Direzionale nell’esercizio della propria attività istituzionale (anche all’estero). Sono stati una quindicina i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che si sono recati ieri mattina presso la sede del Consiglio per acquisire documenti relativi all’indagine su presunte irregolarità nella erogazione delle somme ai gruppi e ai singoli consiglieri. Una iniziativa disposta dal pm Giancarlo Novelli e dal procuratore aggiunto Francesco Greco, della sezione “reati contro la pubblica amministrazione” della procura. Già nelle scorse settimane i finanzieri avevano visitato gli uffici del Consiglio per prelevare i bilanci relativi al quinquennio 2008-2012. L’intervento dei militari è stato finalizzato all’acquisizione di ricevute e altre “pezze d’appoggio” che dovrebbero documentare la correttezza o meno della gestione dei fondi messi a disposizione di gruppi e consiglieri. L’attività degli inquirenti è concentrata su diversi capitoli di spesa: da quella per l’ attività politica, nonché le spese nel settore della comunicazione e quelle sostenute per i cosiddetti portaborse. Per quanto riguarda quest’ultima voce, secondo indiscrezioni dalle indagini sarebbe già emerso che gran parte dei consiglieri si sarebbero appropriati direttamente delle somme stanziate per tale finalità. Un altro aspetto che sarebbe stato messo in luce dai primi accertamenti, pur non presentando profili di rilevanza penale, è quello dei compensi per i collaboratori, pagati spesso in nero senza rispettare oneri previdenziali e fiscali. Le indagini svolte dagli investigatori della Finanza sono complicate, in molti casi, dalla assenza o dalla carenza di rendicontazione, che tra l’altro non era prevista in base alla legge regionale per alcune voci, tanto che le erogazioni avvenivano sulla base di moduli con indicazioni assai generiche. In ogni caso il lavoro degli inquirenti è concentrato ora sul tentativo verificare con esattezza l’uso che è stato fatto nel corso degli ultimi cinque anni degli stanziamenti. E nel giro di un paio di settimane la procura dovrebbe tirare le somme sull’attività svolta finora

 

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