Giovedì 30 Maggio 2024

J’accuse del Pd: “L’ospedale Cardarelli è in ginocchio”

Napoli, 12 ottobre 2012 -“Serve un intervento immediato per scongiurare il blocco delleattività
del più importante ospedale del meridione. Urgono risposteconcrete e risolutive, scriverò a Caldoro e Morlacco”. Non ha dubbi  Nicola Caputo consigliere regionale (Pd) e presidente della Commissione
Trasparenza e Controllo Atti a margine dell’audizione sulle problematiche dell’Ospedale Cardarelli.All’audizione hanno partecipato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Rocco Granata, Fulvio Esposito, Marino Armellino e Franco Verde dell’Anaao. Oltre ai consiglieri regionali Raffaele Topo e Gennaro Salvatore. Dall’audizione è emerso che l’Ospedale è in grandissima difficoltà e se non si interviene tempestivamente si rischia un corto circuito a danno degli utenti. Mancanza di fondi e carenza endemica di personale alla base della crisi delle attività del nosocomio. Si registrano problemi finanche per l’ organizzione deiturni, mancano all’appello centiniaia tra medici, infermieri eausiliari figure indispensabili per affrontare le quotidiane emergenze di un nosocomio come il Cardarelli. Il nosocomio dispone di 790 medici, un numero assolutamente insufficiente per far fronte alle turnazioninecessarie per il funzionamento del nosocomio. Servomo neurologi,ematologi, anestesisti, radiologi oltre a infermieri e personale ausiliario.A queste carenze, che si fanno sempre più gravose, si aggiungono itagli che ha dovuto subire l’Azienda Ospedaliera. Tagli che più che razionalizzare le spese aggravano ancora di più una situazione pesantissima e sull’orlo del collasso.Altro dato allarmante è quello del pronto soccorso che a seguito della chiusura dei presidi ospedalieri cittadini e della provincia arriva ad avere circa 11mila  accessi nel 2011. In questo modo l’ospedale è costretto a supplire alle carenze degli altri
distretti.Una situazione che potrebbe essere alleggerita se si pensa che almeno 72mila utenti potrebbero essere gestiti da strutture sul territorio.Eppure in questi ultimi anni, proprio per razionalizzare i
costi, conil piano di rientro sono stati accorpati o tagliati alcuni reparti come nel caso della pneumologia, dell’ortopedia e dellaneurochirurgia. Altro dato paradossale è il taglio di 413 unità del personale del nosocomio cosa che ha costretto l’Ospedale a spendere 5 milioni per lavoro straordinario necessario per coprire le carenze.

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