Domenica 26 Giugno 2022

L’arresto di Massimo Di Caterino. L’ultimo padrino dei casalesi “tradito” dalla moglie

Caserta, 6 ottobre 2012 – Alla fine a tradire il venerabile padrino è stata proprio la moglie. Tradimento non certo in senso lato. La donna del boss s’è fatta seguire. Lasciando che gli inquirenti risalissero all’abitazione dell’ultimo, almeno fino all’alba, padrino dei casalesi: Massimo Di Caterino, attuale capo dei capi del clan dei Casalesi. Dopo gli arresti di Iovine e Zagaria era rimasto lui. Per il successore si vedrà. Tant’è, Di Caterino l’hanno preso non distante dal suo feudo: era in un appartamento di una palazzina in via Roma a Francolise, nel pieno di Terra di Lavoro. A rintracciarlo e bloccarlo ci hanno pensato gli agenti del distaccamento di Casal di Principe, dopo indagini della Mobile di Caserta sotto il diretto coordinamento del procuratore aggiunto della Dda partenopea Federico Cafiero de Raho e del pm Catello Maresca. Massimo Di Caterino era il nuovo capo dell’ala legato a Michele Zagaria, il boss di Casapesenna scovato a sua volta in un bunker non lontano da casa il 7 dicembre del 2011. A lui era affidate le sorti del clan che negli ultimi mesi ha subito arresti a ripetizione, gli ultimi dei quali il 3 ottobre scorso, nell’ambito dell’operazione “Thunderball”, inchiesta che si è mossa grazie alle denunce, caso più unico che raro, degli imprenditori autoctoni, ma pure dal contenuto di un’omelia pronunciata dal vice parroco di Casapesenna, don Vittorio Cumerlato. 40 anni, negli ambienti noto con l’alias di “pistuolo”, Di Caterino gestiva direttamente tutti gli affari economici della famiglia Zagaria. Teneva la cassa del clan e provvedeva al pagamento degli stipendi degli affiliati e delle famiglie dei carcerati. Prova ne sono anche tutti i pizzini ritrovati nel covo di Francolise con nomi e cifre segnate a fianco di persone con attività economiche di un certo livello. Stava anche ricostruendo le fila del clan che negli ultimi mesi è stato praticamente disarticolato. Lo braccavano dal 31 marzo 2010, da quando fu raggiunto un ordine di arresto in carcere, insieme ad un fratello di Michele Zagaria e al padre. Poche settimane fa era sfuggito ad un blitz. Le forze dell’ordine lo cercavano in un abitazione di San Cipriano di Aversa. La sua presenza era stata segnalata in via Pietro Bembo. Riuscì a fuggire poco prima dell’arrivo degli uomini della squadra mobile allertato, probabilmente, da apparati di intercettazione e telecamere esterne che utilizzava per l’avvistamento delle forze di polizia. Stesse apparecchiature sofisticate sono state trovate anche nel covo di Francolise dove stamani è stato catturato.
Gli investigatori – che da diverse settimane avevano individuato il nascondiglio, uno dei tanti a disposizione del latitante dei Casalesi Massimo Di Caterino – sono intervenuti all’interno dell’abitazione, munita di video camere esterne, pedinando la moglie, Marianna Zara, che, infatti, si trovava insieme a lui al momento dell’arresto. Il proprietario dell’abitazione in cui aveva trovato rifugio il latitante, Massimiliano Iossa, di 41 anni, è stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento.

 

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