Lunedì 24 Giugno 2024

Maximulta Uefa e deferimenti della Procura Figc, doppia tegola per il Napoli

Napoli, 27 ottobre 2012 – Le brutte notizie, si sa, non sono mai sole. Per il Napoli è stata una carrettata di cattive nuove. Di ritorno dall’infelice notte ucraina, dopo aver bissato una figuraccia europea perdendo per 3-1 anche in casa del Dnipro, tra mazzate annunciate e altre che forse ci poteva pure aspettare, di bufere pronte ad abbattersi sulla Società Sportiva Calcio Napoli ne sono arrivate ben due. Un venerdì nero, una giornata certamente da dimenticare, quella di ieri. Si comincia nella tarda mattinata. Ed ecco la notizia annunciata, non per questo facile da ammortizzare. Dalla Procura federale sportiva l’annuncio del deferimento per club, per responsabilità oggettiva, per i difensori Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, per omessa denuncia. La vicenda è la famigerata tentata combine di un Sampdoria-Napoli di cui ha parlato l’ex terzo portiere Matteo Gianello agli inquirenti. Dice, Gianello, di averne parlato con Grava e Cannavaro. Che negano tutto. Ma che ora si dovranno difendere nelle opportune sedi. L’altra cattiva nuova è in tarda sera. Pesante multa dagli organismo della Uefa con lo spettro della chiusura dello stadio per le partite di Europa League. L’ultimatum è chiaro: se non saranno effettuati i richiesti lavori di adeguamento dello stadio San Paolo, il Napoli potrebbe addirittura perdere la licenza Uefa. Nel frattempo, per la prossima gara casalinga di Europa League (si gioca l’8 novembre contro gli ucraini del Dnipro), è stata vietata la vendita dei biglietti per 12 settori. Sanzione che decadrebbe se il Napoli riuscisse a fornire in tempi utili un rapporto dettagliato di una società di costruzioni esterna al club che confermi, con prove fotografiche, che i lavori di riparazione necessari sono stati effettuati e che le tribune di cui sopra soddisfino tutte le pertinenti norme di sicurezza degli spettatori.  La commissione disciplinare – che ha fissato il termine ultimo per l’esecuzione dei lavori al 6 novembre – se non saranno ritenuti soddisfacenti o parzialmente soddisfacenti, proporrà il divieto di giocare al San Paolo. Inoltre, la Commissione disciplinare e di controllo impone al Napoli di giocare una partita di competizione Uefa a porte chiuse, sanzione soggetta a un periodo di prova di cinque anni. Insomma, una brutta tegola per il club di Aurelio de Laurentiis. che ora, ha tre giorni di tempo per appellarsi e due settimane scarse per eseguire i lavori richiesti. Lavori che sono cominciati già nei giorni scorsi (e quindi prima della sanzione dell’Uefa) con la spicconatura nei settori in cui ci sono i rischi per i tifosi. Mercoledì si è svolta nell’impianto di Fuorigrotta anche una riunione tra alcuni ingegneri del Comune di Napoli e i responsabili della ditta che sta procedendo agli interventi richiesti dall’Uefa per assicurare la piena agibilità dell’impianto. Sulla base di questi lavori in corso il Napoli dovrebbe quindi inviare la relazione richiesta dall’Uefa per evitare la parziale chiusura dello stadio. Bisogna però capire se lo stato di avanzamento delle opere in corso sarà ritenuto adeguato dalla disciplinare europea.

 

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