Venerdì 14 Giugno 2024

Pomigliano, notte in tenda di protesta per i cassaintegrati Fiat

Napoli, 9 ottobre 2012 -Ha trascorso la notte in tenda, il gruppo di cassintegrati degli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Mirafiori, che da ieri è in presidio permanente nei pressi della fabbrica automobilistica campana del Lingotto. I lavoratori, appartenenti alla confederazione Cobas ed al comitato di cassintegrati e licenziati Fiat, hanno annunciato che nel pomeriggio svolgeranno una breve assemblea “con gli operai del territorio”, per spiegare i motivi della protesta ed organizzare il presidio di domani, quando fuori allo stabilimento arriveranno anche gli iscritti Fiom per la loro iniziativa di mobilitazione, ‘Natale in Fip’. I manifestanti chiedono l’assunzione in Fabbrica Italia Pomigliano per tutti i lavoratori ancora in cig, e “la drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.Ieri sera,  gli operai,  hanno anche organizzato una brace e sono stati raggiunti dal sassofonista e compositore Daniele Sepe, il quale ha improvvisato una performance insieme con alcuni musicisti di strada presenti alla manifestazione di oggi. Domani mattina, poi, davanti allo stabilimento è prevista un’ulteriore manifestazione lanciata dalla Fiom, con la mobilitazione per l’iniziativa “Natale in Fabbrica Italia Pomigliano”, alla quale sono stati invitati tutti i cassaintegrati dello stabilimento, a prescindere dall’iscrizione o meno ad un sindacato, per “chiedere la riassunzione di tutti i lavoratori nella newco”. “Noi resteremo qui – ha spiegato Mimmo Mignano, operaio cassaintegrato Fiat ed esponente della Confederazione cobas – questo movimento vuole raggruppare tutti gli operai, unendo le lotte anche di altre realtà, come Mirafiori, l’Irisbus, per smascherare il ‘piano-truffa’ di Marchionne. E mercoledì saremo qui ad aspettare i compagni della Fiom per la loro iniziativa”.Con loro ci sono anche un gruppo di operai della Irisbus di Avellino, ed Oreste Scalzone, ex leader di Autonomia Operaia, per appoggiare la lotta dei manifestanti che chiedono “la drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”. Scalzone, che nell’81 fu condannato a 16 anni di reclusione per reati di partecipazione ed associazione sovversiva, banda armata e rapina, caduti in prescrizione nel 2007, è tornato in Italia nel 2007, dopo oltre 20 anni di permanenza in Francia, dove aveva ottenuto rifugio politico.

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