Martedì 28 Giugno 2022

Rimborsi bonificati sui conti correnti dei consiglieri regionali. Basta dire: “Ho pagato in contanti, ma non ho lo scontrino”

Napoli, 17 marzo 2012 – Quando c’è di mezzo la Finanza, l’aria che tira è quella di totale complicità. “Volemose bene”. Anche se fino a stamattina “ci siamo scannati”. Mal comune, insomma. Perché tra i banchi del consiglio regionale, alla luce dell’ultima l’ennesima, “visita” delle fiamme gialle, pare che l’indagine contabile, e non solo, possa far presto emergere qualcosa. Insomma, dagli atti acquisiti fino a ieri potrebbero scaturire responsabilità e nomi. Primi indagati per un presunto uso allegro dei soldi elargiti ai gruppi consiliari in Regione Campania. Tutto si concentra sul cosiddetto “Fondo Comunicazioni”. Fatture gonfiate e giri di denaro che gli inquirenti definiscono “contorti”. Proprio così, contorti. Un capitolo che fa il paio con quel un rimborso forfettario, dai 14mila ai 18mila euro l’anno, per ciascuno dei consiglieri regionali che, invece di finire legittimamente ad aziende e imprese erogatrici di servizi per campagne elettorali o comunicazione, sarebbe stato dirottato nelle tasche dei politici. Il capitolo comunicazioni costa in Campania, dal 2008 ad oggi,  7milioni e 139mila 391 euro. Nel 2012, la voce pesa per 1 milione e 523mila euro. Medesima somma è stata spesa nel 2011, mentre ammonta a 1 milione 612mila euro nel 2010, 1 milione e 215mila nel 2009 e 1 milione 265mila euro nel 2008. E’ su questi conti che c’è un tremo liccio bipartisan tra i banchi del Consiglio. Le ipotesi di reato sono due: appropriazione indebita e peculato. Reati che potrebbero aggravarsi di una qualche violazione delle norme antiriciclaggio. Il denaro sarebbe stato direttamente bonificato sui conti correnti dei singoli consiglieri. L’espediente è semplice. Approfittando di alcune falle nella procedura per ottenere rimborsi, sarebbe bastato inviare al settore amministrazione del Consiglio una giustificazione di questo tipo: “Dal momento che ho pagato personalmente e in contanti (dunque, senza tracciabilità, ndr) questa ditta o questo ente, chiedo rimborso con bonifico su queste coordinate bancarie”. Coordinate, ovviamente, del conto corrente del consigliere richiedente, di un congiunto o di un soggetto terzo. Almeno 15 i soggetti che avrebbero utilizzato questo stratagemma. Un consigliere, in particolare, sarebbe riuscito a farsi bonificare 20mila euro negli ultimi due anni direttamente sul proprio conto corrente.

(giuseppe porzio)

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