Martedì 16 Agosto 2022

Taranto chiama, Pomigliano risponde: le tute blu della Fiat solidarizzano con gli operai Ilva

Napoli, 13 ottobre 2012 – Iniziativa congiunta con gli operai dell’Ilva di Taranto, così come è
accaduto nei giorni scorsi per Mirafiori. A guidare il gemellaggio è ancora lui  Oreste Scalzone, ex leader di Potere operaio.Insomma, Taranto chiama e Pomigliano risponde.  E’ questa la giornata di
protesta messa in piedi dalle tute blu dello stabilimento vesuviano per “il diritto al reddito incondizionato e universale” e annunciarela ripresa da lunedì del presidio permanente davaniti lo stabilimento Gianbattista Vico di Pomigliano. Sono, infatti, strettissimi i tempi in attesa dei piani di Sergio Marchionne che dovrebbe rendere noto a fine ottobre il nuovo piano industriale accantonando il progetto della Fabbrica Italia e i timori delle tute blu sono forti. La metà dell’organico ancora non è stata richiamata alle linee di produzione. “Ancora una volta la Fiat – spiegano – usa la leva occupazionale per avere agevolazioni, incentivi pubblici, mentre gran parte della produzione e’ stata delocalizzata in altri
Stati. Intanto nello stabilimento di Pomigliano continua la cassa integrazione che coinvolge circa duemila operai, e situazione simile si registra anche a Mirafiori. Adesso – concludono gli operai – bisogna dire basta a tutto questo, e cominciare a lottare per difendere il nostro lavoro”. ”Questa fabbrica deve diventare il trampolino per coordinare tutti gli operai Fiat in Italia – ha spiegato Oreste Scalzone- da tempo sosteniamo che Marchionne sta prendendo in giro tutti, ed ora, davanti alle insistenze del Governo, non ha potuto fare a meno che rivelare che il piano Fabbrica Italia è fondato sul nulla. Anche qui a Pomigliano ha assegnato un contentino, perché la Panda non serve a nulla, se non ad aver creato una guerra tra poveri”. L’ex leader di Poere Operaio, infine, racconta che “A Mirafiori come a Pomigliano e negli altri stabilimenti Fiat in Italia, regna un clima di paura perché Marchionne ha dato lavoro a pochi e lascia acasa tanti altri, che temono di non poter più rientrare. E’ per questo che dobbiamo lottare tutti insieme, in modo da lavorare tutti”.

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