Domenica 26 Maggio 2024

Tragico errore di persona. I killer della faida uccidono uno studente perbene

Napoli, 16 ottobre 2012 – Pasquale, il ragazzo perbene scambiato chissà per chi. Pasquale Romano, studente universitario, 30 anni. Pasquale come Dario Scherillo, assassinato, quando di anni ne aveva appena 26 anni, a Casavatore, a due passi da casa. Somigliava all’uomo da uccidere, pare avesse lo stesso scooter. Era il dicembre 2004. Dario era nel posto sbagliato al momento sbagliato. Pasquale come Attilio Romanò, dipendente per un gestore di telefonia, poco più che trentenne. L’hanno scambiato per l’amico, parente di un boss, che lavorava con lui. E l’hanno ucciso senza pietà. Era il gennaio del 2005. Era la prima faida. Dilauriani contro scissionisti. Si ammazzava per fare numero. Come oggi, probabilmente. Oggi che la lista dei morti per errore si allunga. Ragazzi perbene. Come Pasquale Romano, studente, giovanotto promettente, figlio di una famiglia umile. Papà pensionato, mamma casalinga. E una vita davanti stroncata con quattordici colpi di una pistola calibro 9. Piazza Marianella, quartiere omonimo, linea di confine tra Chiaiano e Scampia. Terre di faida, di guerra tra gli scissionisti e i cosiddetti “girati”, quelli che, dalla scissione, sono tornati a sposare la causa del clan Di Lauro e del rampollo Marco, l’unico dell’ala criminale di una famiglia di undici discendenti del boss Paolo, alias Ciruzzo ‘o milionario. Si seguono tutte le piste, dicono i carabinieri che indagano sul fatto. Ma è chiaro che si propende per l’errore di persona. Perché di quello si tratta. Perché Pasquale Romano, studente perbene, non abita neppure a Marianella. Lì c’era andato nella tarda serata di ieri per accompagnare la fidanzata. Lì dove, appena una settimana fa, è stato ucciso con le stesse modalità il 27 enne Mario Perrotta, che aveva appena parcheggiato la sua auto in un garage della piazza. Pasquale, lasciata la ragazza a casa, si è rimesso alla guida della sua auto, una Renault Clio. Appena un centinaio di metri percorsi ed è stato intercettato da due uomini in sella a una moto di grossa cilindrata. Contro la vittima, che ha tentato una inutile fuga, il grilletto della calibro 9 è stato premuto per 14 volte. I bossoli sono rinvenuti lungo un tratto di corso Marianella. Pasquale ha tentato di abbandonare l’auto, fuggire a piedi. Ma è stato raggiunto e finito senza pietà. “Conoscevo personalmente Pasquale ed era un ragazzo senza grilli per la testa”, ricorda Giuseppe Cirillo, sindaco di Cardito. “Una tragedia che dimostra quanto il mondo faccia schifo. Spero che quei bastardi possano presto provare lo stesso dolore che hanno provocato senza motivo alla mia famiglia”. E’ il commento di Giovanni De Cicco, collega giornalista, cugino della vittima. Di un giovane uomo ucciso con quattordici colpi. Come si fa con un boss. Come si è fatto con un ragazzo perbene. Ancora una volta.

(giuseppe porzio)

 

 

 

 

 

 

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