Mercoledì 17 Aprile 2024

Fiat di Pomigliano: fumata grigia dall’incontro sindacati-Lingotto

Pomigliano d’Arco, 7 novembre 2012 – Fumata grigia ieri al termine dell’incontro tra i sindacati e i vertici della Fiat sul caso dei 19 licenziamenti al Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco per far posto ad altrettanti operai della FIOM il cui reintegro è stato imposto dalla Corte di Appello di Roma. Ieri i sindacati firmatari dell’accordo del giugno del 2010 hanno infatti avuto modo di dialogare con i manager del lingotto per cercare un accordo ed evitare i licenziamenti. Da un lato dunque  FIM, Fismic, UILM e UGL, che chiedono appunto il ritiro del provvedimento annunciato dalla fiat, dall’altro l’azienda che resta sulle proprie posizioni compatibili con le attuali condizioni critiche del mercato settoriale. All’orizzonte si apre dunque un nuovo scenario che prevede 45 giorni di tempo per trovare una soluzione, trascorsi i quali ci saranno altri trenta giorni per chiedere la mediazione dell’ufficio regionale del lavoro. Se i termini di legge dovessero passare senza che si trovi alcun accordo, l’azienda potrà applicare unilateralmente i licenziamenti che i sindacati potranno comunque impugnare. Insomma, una braccio di ferro che non smorza i toni quello tra azienda e sindacati. Al centro la FIOM, che non ha firmato l’accordo e che si era invece rivolta al tribunale per il reintegro dei suoi iscritti. Sul caso dei licenziamenti di Pomigliano d’arco intervengono i segretari nazionali di tutti i sindacanti. Dalla CISL Raffaele Bonanni invita la FIOM a fare un passo in avanti riunendosi con gli altri sindacati e la fiat a fare un passo indietro ritirando i licenziamenti. Diversa la posizione della UIL espressa da Luigi Angeletti che considera Sergio Marchionne, un esempio per l’America e non da noi. A difendere l’ ad di fiat anche il ministro del lavoro Elsa Fornero che definisce Marchionne un bravo manager. le critiche più aspre a Marchionne arrivano dal mondo politico: da Piero Fassino a Matteo Renzi, la decisione della fiat di licenziare per reintegrare da l’idea di un desiderio di non adempiere ad un obbligo giudiziario, mettendo in campo invece ritorsioni. Per adesso la fumata grigia ha portato alla promessa di un nuovo incontro a data da definirsi sul caso di Pomigliano d’Arco.

 

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