Domenica 23 Giugno 2024

Fiat, la Procura di Nola accende i riflettori sulla “cacciata” dei 19. Sul Lingotto “anatema” del vescovo De Palma

Napoli, 3 novembre 2012 – Da Nola a Torino. Per notizie da un retrogusto amaro per la Fiat. Dapprima l’anatema, per voce del vescovo Beniamino De Palma, che ai microfoni di Radio Vaticana commenta con dissapore l’annuncio della Fiat di avviare la mobilità di 19 operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco dopo la sentenza che dispone il reintegro di 19 lavoratori iscritti alla Fiom. “L’uomo ha diritti inalienabili, ai quali corrispondono anche doveri da parte delle istituzioni e della società”, ha dichiarato De Palma, secondo il quale gli operai “non sono sacchi di patate. Tutti, assolutamente tutti, devono avere diritto al lavoro, senza pericolose distinzioni”. Parole che sembrano echeggiare nell’enorme piazzale che si apre davanti ai cancelli del Gianbattista Vico. Parole seguite da una mossa che forse arriva quasi inaspettata. Pare infatti che sulla questione si siano accesi i riflettori della Procura di Nola. I magistrati, in particolare, intendono verificare eventuali violazioni delle norme in materia di comportamento antisindacale previste dall’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. In Procura già da alcuni mesi sono al lavoro i magistrati. Un fascicolo aperto ancora non c’è, ma presto questi semplici accertamenti potrebbero presto tramutarsi in un’inchiesta. Il tutto dopo una denuncia presentata proprio dalla Fiom, su alcune assunzioni nella nuova Fabbrica Italia ritenute Pomigliano “mirate” allo scopo di escludere dallo stabilimento operai aderenti al sindacato. Gli accertamenti sul caso esploso in questi giorni confluiranno presumibilmente in questa inchiesta. E anche il giallo del “doppio comunicato” diramato dall’azienda, con una prima bozza contenente giudizi severi nei confronti dei 19 operai aderenti alla Fiom riassunti per ordine del giudice poi sostituita da una nota definitiva dai toni più morbidi, potrebbe a questo punto essere presa in considerazione dai magistrati.

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