Martedì 28 Giugno 2022

Fiat Pomigliano, fuori in 19: è guerra “tra poveri”

Pomigliano d’Arco, 2 novembre 2012 – Se ne entrano 19 altrettanti ne dovranno uscire. È la condizione della fiat di Pomigliano d’Arco imposta dai vertici del Lingotto. Dopo la sentenza della magistratura che impone il reintegro degli operai Fiom licenziati, dall’azienda arriva la comunicazione della messa in mobilità di altri operai appartenenti a diverse sigle sindacali. una condizione surreale dicono i lavoratori che mette uno contro l’altro chi in realtà è sulla stessa barca. Diverse le correnti che si scontrano nella sede del Gianbattista vico: da un lato i 19 reintegranti per forza di legge iscritti alla FIOM e che quindi torneranno ad indossare le tute blu. A discapito però di chi attualmente lavora e dovrà invece andare in mobilità. Siamo dispiaciuti per i nostri colleghi fanno sapere dalla Fiom, ma non abbiamo alcuna responsabilità nei licenziamenti annunciati da Sergio Marchionne. E’ solo sua la responsabilità, incalzano, ed è inaccettabile l’atto scellerato del metterci anche emotivamente gli uni contro gli altri. Lo stesso Marchionne ricordano dalla FIOM aveva promesso di lasciare invariato il livello occupazionale cosa che ha poi smentito appena 24 ore dopo. Il sindacato che nel giugno del 2010 non firmò l’accordo per la Newco annuncia un incontro interno per fare il punto sulle prospettive future. Ma quella responsabilità negata dalla FIOM, viene vista invece dagli altri operai: la FIOM ha fatto di tutto per non firmare l’accordo, dicono, e anziché fare il mea culpa si sono rivolti alla magistratura. A calmare gli animi interviene la CGIL che addossa la colpa alla sola azienda: un ricatto quello di Marchionne sottolinea segretario generale della CGIL Campania franco tavella e che riguarda non solo la situazione attuale ma anche il futuro dell’azienda che in Campania dà lavoro a migliaia di persone. L’appello infine è che non si firmi alcuna mobilità che possa dare sponda, continua tavella ad un atto vile ed arrogante messo in campo dalla fiat. A fare eco alla CGIL anche la UILM che annuncia di non avallare mai alcun licenziamento collettivo. Sul caso del Giambattista vico e contro Marchionne si schiera anche la chiesa il parroco di Pomigliano d’Arco don Giuseppe Gambardella durante l’omelia di ieri mattina ha  chiesto ai parrocchiano di pregare per gli operai della fiat, c’è dolore e tanta rabbia, ha detto il parroco che si chiede dove voglia arrivare la fiat: il mio appello è affinché finisca questo muro contro muro ha concluso il prete e si arrivi ad un nuovo dialogo per il bene delle centinai di famiglie che vivono dello stipendio degli operai della Fiat.

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