Sabato 25 Giugno 2022

Fiat Pomigliano, la “cacciata” dei 19. Fornero e Passera: “La Fiat ci ripensi”

Napoli, 2 novembre 2012 – Diciannove che entrano in cambio di diciannove che escono con paracadute della mobilità. Operai trattati come merci. E’ l’espediente di Fiat, che si dice costretta a licenziare per rispettare la sentenza che vuole il reintegro dei lavoratori Fiom, “discriminati”, secondo i giudici, per questo fino ad oggi non ancora al lavoro. A un bel po’ di giorni dagli annunci del Lingotto, anche il Governo si accorge della messa in atto del ricatto Fiat. Di una “mossa che non mi è piaciuta” parla  il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Ma il colpo Passera lo dà al cerchio come alla botte. “Certamente – aggiunge  – è una buona notizia che Fiat abbia confermato di non volere chiudere impianti in Italia”. Segue di qualche ora il commento della responsabile del Welfare Elsa Fornero, la ministra delle lacrime (sue) e del sangue (di operai, disoccupati e cassintegrati), che “invita la Fiat a soprassedere all’avvio della procedura di messa in mobilità del personale a Pomigliano in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi solo il fatto specifico, ma l’insieme delle relazioni sindacali”. Usa un tono meno ossequioso il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, secondo il quale “dopo due anni di cassa integrazione, rimarranno solo le macerie” e conferma la manifestazione annunciata per il 14 novembre prossimo. Durissima la presa di posizione del segretario generale della Cgil di Napoli, Franco Tavella. “Non si dia sponda al ricatto messo in campo da Fabbrica Italia — ha detto —. Un ricatto che non riguarda solo il ricorso dei 19 lavoratori ma il futuro delle relazioni sindacali e di tutte le maestranze di Pomigliano”. Chi si rivede a preoccuparsi degli operai, è il segretario Pd Pierluigi Bersani. “In questi giorni ho visto la situazione che si sta creando con la Fiat – ha dichiarato – e io la inserisco nelle questioni morali prima ancora che economiche”. Chiacchiere e vacue promesse. Per Rosy Bindi “quello che avviene a Pomigliano è terribile e inaccettabile”. “Il ministro Fornero deve farsi sentire – ha dichiarato Bindi – con la stessa fermezza e la stessa energia con cui ha difeso la riforma delle pensioni”. Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, rispettivamente direttore e portavoce di Articolo21, chiedono a Marchionne di chiedere scusa agli operai di Pomigliano.

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