Mercoledì 22 Maggio 2024

Trasporti, stop anche per il Metrò Napoli Est

Napoli, 23 novembre 2012 – All’appello sul collasso dei trasporti campani non manca più nessuno. Si è fermata infatti la metro nord est lasciando letteralmente a piedi i viaggiatori della provincia. A causare il blocco l’ennesima probabile protesta mascherata dei dipendenti, senza stipendio che presentano certificati di malattia o di permesso. Tutto regolare sulla carta, meno per coloro che si sono ritrovati senza mezzi per raggiungere il lavoro o per tornare a casa. In principio a rendere impossibile la vita dei pendolari di Napoli e provincia era stata la Circum, che tra mezzi rotti, scioperi del personale e corse soppresse aveva dato i primi segnali della fine, quella che poi avrebbe travolto a catena tutte le altre aziende dell’ Ente Autonomo Volturno, l’Eav, di proprietà della regione Campania. Nelle scorse settimane il caso Eavbus, con autisti senza stipendio che protestano bloccando strade e minacciando suicidi. E lì interviene la magistratura che dichiara il fallimento, con proroga di trenta giorni. Ma a da lì a poco ecco arrivare negli uffici la guardi di finanza per indagare sui 27 supermanager dell’intero gruppo. Con l’Eavbus si è toccato il fondo anche perché i mezzi ad oggi sono fermi perché manca il carburante  ma non va meglio agli altri. Per ora salva solo la Sepsa dove c’è calma piatta. Insomma, i trasporti in Campania sono ormai ad un punto morto per la rabbia di pendolari e viaggiatori che ormai non riescono più neppure a lamentarsi. Alla stazione non si contano le resse e gli stessi dipendenti non sanno più come fronteggiare i malumori dell’utenza. Dal comporta istituzionale sull’Eav interviene l’amministratore della holding Nello Polese: “Siamo al picco più basso” ha dichiarato il dirigente, “ma ne verremo fuori”. Il governatore Stefano Caldoro dal canto suo invoca l’intervento del governo nazionale per chiedere il fondo di rotazione come reale priorità: “La nostra è una battaglia per i cittadini”, ha detto il governatore, “e  per le imprese sane che ora rischiano di morire”.

 

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