Domenica 23 Giugno 2024

Vertenza Eav, le maestranze minacciano di darsi fuoco: un autista colto da malore durante la protesta

Napoli, 5 novembre 2012 – Esasperati per l’esito negativo di un vertice in programma nella tarda mattinata di oggi, hanno minacciato di darsi fuoco con alcune taniche di benzina mentre inscenavano una manifestazione di protesta sui tetti del deposito di via Galileo Ferraris dell’Ente Autonomo Volturno. Uno di loro, addirittura, durante la protesta, è stato colto da un improvviso malore ed è stato trasportato d’urgenza in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare e successivamente al reparto di cardiologia del nosocomio di via Marina dove i sanitari di turno l’hanno trattenuto per accertamenti. E’ questa la cronaca, in sintesi, dell’ultimo lunedì nero del dramma lavoro a Napoli. Protagonisti i dipendenti dell’Eav che stamane di buon ora hanno bloccato l’accesso al raccordo autostradale dell’A3 paralizzando il traffico automobilistico in un tutta l’area orientale di Napoli. E, intanto, chiedono l’aiuto dei cittadini, gli autisti dell’EavBus, che da giorni protestano a Napoli trascorrendo la notte anche sul tetto degli uffici dell’azienda. E lo fanno distribuendo in queste ore, a bordo dei bus, un modello da compilare al fine di presentare un esposto-denuncia alla Procura generale della Corte dei Conti. Chiedono “un urgente intervento ispettivo alla luce dei buchi di bilancio denunciati, dalla stampa come dall’assessore regionale al Trasporti, nelle aziende regionali del trasporto pubblico locale, per i disagi e i disservizi subiti dall’utenza sulla gestione delle tre strutture parallele Acam, Unico Campania, Ente autonomo Volturno e per eventuali irregolarità nella gestione del denaro o del patrimonio pubblico”. E’ una situazione complessa, quella dei lavoratori dell’Eavbus. “Vogliamo lavorare – dicono – e soprattutto non riusciamo a capire perché mettono un’azienda in liquidazione quando potrebbe essere fatta rinascere”. “Volete sapere cosa succede? Di circa 30 mezzi previsti nei turni, ogni giorno ne escono solo sette. Non ci sono soldi per la manutenzione. E la cosa paradossale è che l’azienda continua a pagare l’assicurazione anche sui bus fermi”, spiega Francesco Paciello, in prima linea nella protesta. E poi, c’é un altro aspetto “molto urgente” da affrontare. “L’azienda non eroga il cosiddetto ‘quinto dello stipendio’ – aggiunge Paciello – Questo significa che sono bloccati i pagamenti dei nostri prestiti e quindi presto saremo tutti protestati”. Nell’esposto denuncia, i lavoratori hanno intenzione di chiedere “un’eventuale citazione in giudizio dei presunti responsabili alla scopo di chiamarli al risarcimento del danno per le aziende Sepsa, Circumvesuviana, Metrocampania Nord Est, Eav Bus ed Eav Bus tour”

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