Giovedì 11 Agosto 2022

Blitz del ministro Cancellieri a Scampìa. Il ministro dell’Interno: “Presidio permanente nei territori della faida”

 

Napoli, 7 dicembre 2012 – Il giorno dopo è quello delle riflessioni e dei buoni propositi. Il giorno dopo a Scampìa di solito c’è un altro morto. Questa volta c’è venuto lo Stato. C’è venuta, anzi c’è tornata Annamaria Cancellieri. Il ministro degli Interni ha fatto visita alla scuola materna “Eugenio Montale”, teatro, mercoledì scorso, di un omicidio di camorra. Uno dei delitto della faida. La vittima, Antonio lucenti, anni 50, l’hanno inseguita fin qui, fino all’uscio dell’asilo, negli istanti in cui 70 bimbi dai tre ai cinque anni intonavano canti di Natale. Propositi, si diceva. “Sto valutando la possibilità di intensificare la presenza di militari in provincia di Napoli, in modo da poter rafforzare la presenza di uomini a Scampia”. Cose già viste, oltre che dette. Questa volta a proporle è la Cancellieri, durante la sua passeggiata, si fa per dire, a Scampìa, accompagnata dal sottosegretario Marco Rossi Doria. “La quantità di uomini che c’è sul territorio – ha spiegato il ministro – è straordinaria: stiamo pensando di intensificare di più la presenza di militari, dobbiamo quantificarne il numero, ma in ogni caso da mesi su Scampia c’è già uno sforzo straordinario”. Il ministro, accolta dal prefetto Francesco Musolino, dal questore Luigi Merolla e dai vertici delle forze dell’ordine, ha incontrato anche una delegazione di mamme dei bambini dell’asilo, insegnanti e genitori e i parroci della zona guidati dal decano don Francesco Minervino, che hanno voluto ringraziare le forze dell’ordine per quanto stanno facendo ma che hanno ribadito la necessità di una maggiore attenzione per il territorio. Dopo la visita a Scampia, il ministro dell’Interno ha raggiunto la Prefettura di Napoli dove, dopo essere stato accolto da cassintegrati e lavoratori dell’indotto Fiat, ha presenziato alla riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Sul tavolo, anche la questione dell’abbattimento delle Vele.

 

Blitz del ministro Cancellieri a Scampìa. Il ministro dell’Interno: “Presidio permanente nei territori della faida”

 

Napoli, 6 dicembre 2012 – Il giorno dopo è quello delle riflessioni e dei buoni propositi. Il giorno dopo a Scampìa di solito c’è un altro morto. Questa volta c’è venuto lo Stato. C’è venuta, anzi c’è tornata Annamaria Cancellieri. Il ministro degli Interni ha fatto visita alla scuola materna “Eugenio Montale”, teatro, mercoledì scorso, di un omicidio di camorra. Uno dei delitto della faida. La vittima, Antonio lucenti, anni 50, l’hanno inseguita fin qui, fino all’uscio dell’asilo, negli istanti in cui 70 bimbi dai tre ai cinque anni intonavano canti di Natale. Propositi, si diceva. “Sto valutando la possibilità di intensificare la presenza di militari in provincia di Napoli, in modo da poter rafforzare la presenza di uomini a Scampia”. Cose già viste, oltre che dette. Questa volta a proporle è la Cancellieri, durante la sua passeggiata, si fa per dire, a Scampìa, accompagnata dal sottosegretario Marco Rossi Doria. “La quantità di uomini che c’è sul territorio – ha spiegato il ministro – è straordinaria: stiamo pensando di intensificare di più la presenza di militari, dobbiamo quantificarne il numero, ma in ogni caso da mesi su Scampia c’è già uno sforzo straordinario”. Il ministro, accolta dal prefetto Francesco Musolino, dal questore Luigi Merolla e dai vertici delle forze dell’ordine, ha incontrato anche una delegazione di mamme dei bambini dell’asilo, insegnanti e genitori e i parroci della zona guidati dal decano don Francesco Minervino, che hanno voluto ringraziare le forze dell’ordine per quanto stanno facendo ma che hanno ribadito la necessità di una maggiore attenzione per il territorio. Dopo la visita a Scampia, il ministro dell’Interno ha raggiunto la Prefettura di Napoli dove, dopo essere stato accolto da cassintegrati e lavoratori dell’indotto Fiat, ha presenziato alla riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Sul tavolo, anche la questione dell’abbattimento delle Vele.

 

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