Mercoledì 22 Maggio 2024

Delitto al centro scommesse, ucciso il figlio del boss

Napoli, 18 dicembre 2012 –  Le trincee di guerra non si scavano nella sola Scampìa. Ci sono periferie dove la camorra è silente solo perché l’equilibrio è netto. Ma quando questo si rompe, il tiro si alza anche molto in alto. Così nel perimetro di Pianura-Soccavo, lato Ovest di Napoli, dove per anni la camorra si chiamava mafia: è la faida era tra clan che si chiamavano Lago e Contino. Gente spietata, che sulla coscienza si portano anche i nomi di due morti innocenti: Gigi castaldi e Paolo Sequino.  E’ qui che si è ripresi a sparare e ad uccidere. La tacca è ora accanto al nome del figlio di un intoccabile, forse non così tale. Pasquale Vigilia, 24 anni, era figlio di Alfredo Vigilia, detto “’o niro”, ritenuto il reggente del clan Grimaldi, del quartiere Soccavo, detenuto per associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di stupefacenti, reati per i quali è tuttora sotto processo. La polizia lo ha arrestato, a Pianura, lo scorso 5 agosto dopo un periodo di latitanza. Anche Pasquale era ricercato da tempo. Ma i killer lo hanno trovato prima delle forze dell’ordine. Il delitto nel corso dell’ultima notte. In azione un commando di da due uomini, che hanno fatto irruzione in questo centro scommesse a Napoli in via Pia, quartiere Soccavo. Pasquale Vigilia, che pare fosse lì dentro in compagnia di alcuni amici, è stato centrato da diversi colpi di pistola alla testa. Aveva precedenti per stupefacenti e reati contro il patrimonio e trascorreva la sua latitanza in un’abitazione a due piani in una masseria di Pianura che occupava insieme a moglie e figli. Secondo gli investigatori, Vigilia aveva compiti di coordinamento e di gestione nel traffico di droga, rapine, ricettazione ed estorsioni compiute dal clan. Sul luogo del delitto, la polizia ha ritrovato nove bossoli di altrettanti diversi calibri. Dunque, entrambi i killer erano armati ed entrambi hanno aperto il fuoco. Qualche ora dopo, gli investigatori hanno trovato una Fiat Uno parzialmente distrutta dalle fiamme. La polizia ritiene che si tratti della vettura utilizzata dai killer per compiere il raid omicida. Al momento dell’arrivo degli agenti, c’era solo qualche persona fuori dal centro scommesse. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi per risalire a eventuali testimoni.

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