Martedì 26 Marzo 2019

Primarie: Bersani a valanga, ma cala l’affluenza. Il centrosinistra perde un elettore su quattro rispetto al primo turno

 

Napoli, 3 dicembre 2012 – Nella sfida tra i due competitor al ballottaggio, in Campania si mette di mezzo un terzo incomodo: l’astensionismo. Contrariamente al trend nazionale, al ballottaggio per la scelta del candidato premier del centrosinistra, rispetto al primo turno c’è stata una flessione significativa: in sette giorni il centrosinistra ha perso un elettore su quattro. Quanto all’altro dato, proiettato su tutta la Campania, Pierluigi Bersani ha battuto Renzi 7-3. Vittoria scontata, quella del segretario nazionale del Partito Democratico, che ha tenuto fede alla previsioni, affermandosi con il 70 per cento di consensi, Renzi al 28. Cifra che è la proiezione quasi esatta del voto del primo turno, sommando i voti di Bersani a quelli Vendola. Dunque, il patto è stato rispettato con matematica precisione. Un’altra conferma la si è avuta da Salerno, dove la volata dell’oramai candidato premier l’ha tirata il sindaco-imperatore Vincenzo De Luca. Qui c’è stato il plebiscito. Per il resto, ecco il trend provincia per provincia. A Napoli, Bersani ha toccato la vetta con 72,2 per cento di consensi, 28% per lo sfidante. A Salerno, Bersani al 69%, con lo sfidante al 31%; 70% e 30% le rispettive percentuali sulla piazza di Caserta e provincia. A Benevento, Bersani tocca quota 72%, 28 per il sindaco di Firenza. In scia Avellino, 70 punti percentuali di Bersani, 30 quelli di Renzi. Sul solo perimetro della città di Napoli, il risultato del segretario del Pd a Napoli è del 75,2, con punte dell’80 a San Giovanni a Teduccio. Bersani dunque conferma nella Campania uno dei suoi capisaldi, con la quinta performance nazionale, preceduta da Puglia, Calabria, Basilicata e Sardegna, a conferma di una trazione sudista del successo del segretario Pd. Anche Renzi però qualche motivo di soddisfazione lo può trarre dal voto di ieri. Il sindaco di Firenze sembra aver mantenuto i suoi consensi. Quanto basta, tenuto conto delle astensioni, per salire dal 25 al 30. E, nonostante la sconfitta, può pensare di aver piantato radici in alcuni situazioni, avendo vinto ad esempio a Poggiomarino, a Mugnano, a Terzigno, a Castello di Cisterna e soprattutto a Pollica dove, grazie all’appoggio del sindaco Stefano Pisani, successore di Angelo Vassallo, ha toccato il 78 per cento. Tornando al capitolo “defezioni alle urne”, gli elettori sono stati circa 180mila in Campania. Se ne sono andati in sette giorni poco più di 36mila voti, per un calo percentuale di circa 15 punti. Dato superiore alla perdita nazionale, che è invece intorno al 10 per cento. Insomma, al di là dei proclami, il fantasma dell’astensione ancora incombe.

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