Martedì 6 Dicembre 2022

Ucciso per errore, ancora un arresto. Manca solo l’esecutore materiale del delitto di Lino Romano

 

Napoli, 22 dicembre 2012 – Pedine che cadono sull’onda di un clamoroso errore. Tasselli di un domino mal composto, dove un sms sbagliato ha portato alla morte atroce di un giovane che non ha nulla a che vedere con le dinamiche della criminalità organizzata. Ancora una svolta nell’inchiesta sul delitto di Pasquale Romano, detto Lino (nella foto). 30 anni e una vita davanti, Lino è stato ucciso perché scambiato per un altro. Perché è uscito dallo stesso stabile di quell’altro. Perché un po’ gli somigliava. L’organigramma del commando di morte è chiaro. Di responsabili in cascina ce ne sono già abbastanza. Manca l’esecutore materiale. Mentre ieri è stato arrestato il giovane ritenuto mandante e organizzatore dell’agguato. Si tratta di Giovanni Vitale, ma tutti lo hanno sempre chiamato Gianluca. 31 anni, Gianluca è accusato di aver messo in piedi il piano per uccidere Domenico Gargiulo, componente del gruppo della Vanella Grassi. Ma al posto di Gargiulo ci finì il povero Lino. Vitale avrebbe dovuto sparare e uccidere. Ma non se la sentì, all’ultimo momento cambiò idea. E fu sostituito da Baldassarre, che è ancora latitante. A ricostruire come sono andate le cose ci ha pensato Giovanni Marino, un altro dei componenti del commando, che dopo l’arresto ha preferito collaborare con la giustizia. Pentiti sono anche Anna Altamura, la donna che avrebbe dovuto inviare l’sms da casa dove era a cena la vittima designata, Domenico Gargiulo, fidanzato della nipote di Anna. Sms che non è mai partito. Pentiti sono anche i figli della donna, che hanno partecipato alle fasi dell’organizzazione del delitto. Marino ha rivelato anche che, dopo l’errore costato la vita a Lino Romano, Giovanni Vitale avrebbe altre due volte tentato di uccidere Gargiulo. In un caso, all’interno del bar California, la pistola si è inceppata. Sul suo capo, dunque, le accuse di un omicidio e di due tentati omicidi.

 

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