Sabato 18 Settembre 2021

Aversa, arrestato Schiavone jr: è accusato di essere il reggente del clan dei Casalesi

Napoli, 21 gennaio 2013 – aveva in tasca ottomila euro e non era armato. Carmine Schiavone è stato bloccato così dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe, dopo un inseguimento lungo le vie del centro di Aversa durato circa mezz’ora. Carmine Schiavone, soprannominato “Carminotto o Staffone”, è ritenuto il reggente del clan dei Casalesi. Figlio di Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”, arrestato nel 1998, è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sarebbe lui a reggere l’esordio della cosca di Casal di Principe, dopo gli arresti dei fratelli Nicola, Ivanoe ed Emanuele. Dei cinque figli di Francesco Schiavone, detto Sandokan, numero uno della camorra casalese, resta libero soltanto Walter. Carmine Schiavone, 29 anni, ha conosciuto per la prima volta il carcere, dopo l’arresto della scorsa notte ad Aversa, nel casertano, ad opera dei carabinieri di Casal di Principe. Da quattro giorni il presunto reggente della cosca non si vedeva più in giro, ma a tradirlo, sarebbe stata la sua passione per la movida, come un normale ragazzo che esce con gli amici il sabato e la domenica per trascorrere qualche ora in allegria.
«Non ce l’ho con polizia e carabinieri ma voi siete stati bravi»: ha detto ai militari che gli hanno precluso ogni via di fuga. Nel locale, dove si trovava Carmine Schiavone prima dell’inseguimento, era in compagnia di tre persone: due personaggi già noti alle forze dell’ordine e il titolare del locale notturno. Carmine Schiavone si è accorto della presenza dei carabinieri e ha chiesto alle tre persone che erano con lui di allontanarsi per confondere i militari. Poi si è dileguato attraverso una porta d’uscita del retro. I carabinieri, guidati dal tenente Michele Centola, si sono accorti del diversivo e l’hanno seguito. Nel frattempo, all’esterno del locale, una trentina di loro colleghi si sono disposti in maniera da precludere a Schiavone ogni via di fuga.I carabinieri non escludono che all’interno del locale si stesse tenendo un summit oppure che l’incontro fosse stato organizzato per la consegna della somma di denaro che “Carminotto o Staffone” aveva addosso. Il decreto di fermo emesso dai pm Antonello Ardituro, Giovanni Conzo e Cesare Sirignano della Direzione distrettuale antimafia di Napoli,riporta la data di 4 giorni fa e si riferisce a una tentata estorsione nei confronti di un imprenditore di Aversa cui il figlio del boss ha presentato poco prima di Natale una richiesta di “pizzo” per 10mila euro. Gli investigatori sottolineano che tra gli elementi per l’accusa ci sono anche parziali ammissioni di altre vittime di estorsione.

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