Lunedì 24 Giugno 2024

Fascicoli dei processi manomessi per soldi, 26 arresti tra avvocati e cancellieri

Napoli, 15 gennaio 2013- Le accuse sono di associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, violazione del segreto istruttorio, occultamento di fascicoli processuali e accesso abusivo ai sistemi informatici. Sono queste alcune delle accuse mosse a 26 persone dalla procura di Napoli, che ha ottenuto dal gip altrettante misure cautelari di cui tre di custodia in carcere, 22 con il beneficio dei domiciliari e una interdittiva. Agli arresti domiciliari anche due avvocati penalisti. In tutto sono 45 le persone indagate. Secondo la Procura dall’indagine emerge un sistema ricorrente, i funzionari e commessi degli uffici giudiziari su sollecitazione di avvocati e faccendieri, avrebbero compiuto interventi illeciti su alcuni fascicoli, sottraendo parte degli atti o occultandoli completamente in cambio di denaro o altri regali, in modo da condizionare il normale iter giudiziario.Agli atti ci sono intercettazioni e anche riprese video – delle telecamere installate negli uffici della corte d’Appello – che documenterebbero gli accordi e scambi di denaro tra cancellieri e avvocati coinvolti nell’organizzazione.
L’ordinanza emessa dal gip riguarda nel dettaglio quattro avvocati del foro di Napoli; nove dipendenti pubblici tra cancellieri, commessi e operatori giudiziari; tre faccendieri che da anni frequentano gli uffici giudiziari; un consulente tecnico della procura e del tribunale perchè su incarico di un avvocato e in cambio di denaro avrebbe redatto perizie psichiatriche d’ufficio compiacenti a favore di un pregiudicato; un ispettore di polizia del commissariato di quartiere Vicaria-Mercato che sostituiva relazioni sfavorevoli fatte da colleghi per conto del tribunale di Sorveglianza. Esisteva anche un tariffario per le prestazioni di quella che la procura di Napoli ritiene una associazione a delinquere finalizzata a inquinare procedimenti giudiziari anche a carico di imputati per reati di criminalità organizzata, persino detenuti, per i quali l’organizzazione ha provveduto a far sparire fascicoli in attesa che decorressero i termini della carcerazione preventiva oppure a far ottenere rinvii per arrivare alla prescrizione del reato contestato.

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