Domenica 14 Aprile 2024

In catene ai cancelli dello stabilimento, la rabbia dei cassintegrati di Pomigliano

Napoli, 25 gennaio 2012 – Quattro cassintegrati dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco si sono incatenati ai cancelli della fabbrica dove si produce la nuova Panda. La protesta, dicono i manifestanti, è nata contro “le mancate prospettive occupazionali in vista della scadenza della cassa integrazione”. Insieme a loro anche altri cassintegrati che chiedono di rientrare a lavorare. I lavoratori sollecitano un’assemblea coi sindacati per conoscere il loro futuro. Diciotto dei 19 operai della Fiom (uno è in aspettativa per impegni elettorali) assunti in Fabbrica Italia Pomigliano, sono usciti dallo stabilimento per portare la solidarietà ai colleghi che si sono incatenati ai cancelli di recinzione. I lavoratori, che stanno ancora effettuando i corsi di formazione, hanno approfittato della pausa mensa per raggiungere gli operai all’esterno. Sul posto sono arrivati anche alcuni iscritti allo Slai Cobas muniti di bandiera, i quali hanno sottolineato di “essere tutti nella stessa situazione”. “Siamo solidali con i colleghi ancora in Cig – hanno spiegato, invece, i 18 della Fiom – perché vogliamo tutti quanti chiarezza sul futuro. La nostra e la loro condizione è legata a stesso filo. Chiediamo un tavolo nazionale affinché si chiarisca futuro di tutti i cassaintegrati in attesa di essere assunti in Fip”. La protesta è stata sospesa nel pomeriggio, quando i cassintegrati hanno avuto rassicurazioni che nei prossimi giorni sarà organizzata un’assemblea pubblica con tutte le sigle sindacali.

 

Quattro cassintegrati dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco si sono incatenati ai cancelli della fabbrica dove si produce la nuova Panda. La protesta, dicono i manifestanti, è nata contro “le mancate prospettive occupazionali in vista della scadenza della cassa integrazione”. Insieme a loro anche altri cassintegrati che chiedono di rientrare a lavorare. I lavoratori sollecitano un’assemblea coi sindacati per conoscere il loro futuro. Diciotto dei 19 operai della Fiom (uno è in aspettativa per impegni elettorali) assunti in Fabbrica Italia Pomigliano, sono usciti dallo stabilimento per portare la solidarietà ai colleghi che si sono incatenati ai cancelli di recinzione. I lavoratori, che stanno ancora effettuando i corsi di formazione, hanno approfittato della pausa mensa per raggiungere gli operai all’esterno. Sul posto sono arrivati anche alcuni iscritti allo Slai Cobas muniti di bandiera, i quali hanno sottolineato di “essere tutti nella stessa situazione”. “Siamo solidali con i colleghi ancora in Cig – hanno spiegato, invece, i 18 della Fiom – perché vogliamo tutti quanti chiarezza sul futuro. La nostra e la loro condizione è legata a stesso filo. Chiediamo un tavolo nazionale affinché si chiarisca futuro di tutti i cassaintegrati in attesa di essere assunti in Fip”. La protesta è stata sospesa nel pomeriggio, quando i cassintegrati hanno avuto rassicurazioni che nei prossimi giorni sarà organizzata un’assemblea pubblica con tutte le sigle sindacali.

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