Martedì 26 Marzo 2019

Arrestato Giovanni Esposito, boss dei Muzzoni. Era in fuga dal 1993

 

Sessa Aurunca, 15 febbraio 2013 –  E’ finita dopo 13 anni la latitanza di Giovanni Esposito, il capo del temibile clan dei Muzzoni di Sessa Aurunca. E stato catturato stamattina dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Caserta. Lo hanno scovato a Roncolise, in via Sessa Lauro, un’abitazione senza numero civico dove si nascondeva in compagnia di una donna 52enne, Carmela Romanelli, che aveva in uso l’immobile  e del figlio Biagio, anch’egli affiliato al clan camorristico, entrambi arrestati con l’accusa di favoreggiamento personale. Giovanni Esposito era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Castrese Di Tora, ucciso nel marzo del 1993 in un bar di Sessa Aurunca: i killer fecero stendere sul pavimento del locale il proprietario e i clienti, poi spararono contro il pregiudicato uccidendolo. Nei suoi confronti erano state emesse altre cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per vari reati (associazione camorristica, rapina, ricettazione, ed altro) tutti aggravati dall’avere agito per conto del clan. Al momento della cattura Giovanni Esposito, che era in possesso di una pistola Bernardelli calibro 9 con inserito un caricatore con 9 proiettili pronta all’uso e numerose cartucce, ha tentato la fuga ma è stato prontamente bloccato dai militari dell’Arma che avevano preventivamente circondato l’abitazione. L’arrestato, inserito nell’elenco dei latitanti più ricercati, è destinatario di numerose ordinanze restrittive per i reati di omicidio (ergastolo) ed altri reati associativi. Sul posto sono immediatamente arrivati i vertici dei carabinieri, con il comandante della Legione, il generale Generale Carmine Adinolfi, il Maggiore Alfonso Pannone, Comandante del Reparto Operativo di Caserta, per procedere alla perquisizione dell’appartamento e verificare chi ha sostenuto la lunga latitanza. Intanto nella perquisizione dell’appartamento, è stato ritrovato un borsone, occultato nella camera da letto dove sono stati rinvenuti ulteriori 41 colpi, nonché 2 fondine di cui una ascellare.

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