Martedì 17 Luglio 2018

Istanza respinta, Nicola Cosentino andrà in galera. Il 15 decade da parlamentare e va in carcere

Santa Maria Capua Vetere, 4 febbraio 2013 – Non c’è più scampo. Tra Nicola Cosentino e la galera la distanza è di 10 giorni. L’ex sottosegretario del governo Berlusoni, andrà in carcere. Ed accadrà non appena s’insedierà il nuovo parlamento e cadrà il suo status di deputato. Non c’è più alcuna rete di protezione. Ritenuto nelle carte d’indagine referente del clan dei Casalesi, il collegio di giudici presso il quale si sta celebrando il processo a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa, ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati, Stefano Montone e Agostino De Caro. L’udienza di oggi era una delle tappe del processo sul controllo dei Casalesi negli appalti dello smaltimento rifiuti attraverso il consorzio Eco4. Al termine della deposizione del pentito Luigi Diana, al cospetto dello stesso Cosentino, che nelle ultime settimane non ha mai fatto mancare la sua presenza in aula, il presidente Guglielmo ha annunciato il rigetto dell’istanza di scarcerazione, le cui motivazioni saranno depositate non prima di giovedì. Si chiude così, con un annunciato colpo di scena, l’ultimo atto di settimane di tensioni registrate nell’aula del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Prima di Diana, era toccato a Raffaele Ferrara. “Un boss mi disse di votare Nicola Cosentino – era stato il racconto di quest’ultimo ai giudici – Aniello Bidognetti – proseguì Ferrara – mi disse che dall’elezione di Cosentino il clan avrebbe avuto vantaggi e favori sia sul fronte degli appalti pubblici, sia sul settore dei rifiuti, i due pilastri dei casalesi. E anche minore severità sul fronte della normativa anticamorra”. “Il nostro referente politico era lui – aveva insistito il pentito – anche in considerazione della parentela tra Cosentino e la famiglia Schiavone. Parole che avevano scatenato la bagarre in aula e la dura contestazione dei legali dell’ex parlamentare”. Ma la cronaca di oggi è sulle patrie galere sempre più vicine per Cosentino. L’ultima speranza è il Riesame. Ma se pure in questo caso l’ordinanza non dovesse essere revocata, per l’ex sottosegretario ed ex coordinatore regionale del Popolo della Libertà non resta che attendere il momento in cui decade dalla carica di deputato, ovvero quando si insedierà il nuovo Parlamento. Sull’istanza avevano già espresso parere negativo i pm della Dda di Napoli. C’è ancora un’altra richiesta di revoca all’esame. Ancora un intreccio affari e clan dei Casalesi. Qui Cosentino è imputato per aver lubrificato il finanziamento del “Principe”, un centro commerciale che sarebbe dovuto sorgere alle porte di Casal di Principe.

(giuseppe porzio)

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