Mercoledì 22 Maggio 2024

La Corte dei Conti: “Campania ancora terra di sprechi”. La denuncia del procuratore Cottone: “Girolamini, un saccheggio da 20 milioni di euro”

 

Napoli, 3 marzo 2013 – Ce n’è per tutti. E la politica, almeno ora, non c’entra. La Corte dei Conti inaugura l’anno giudiziario. A Napoli arriva la massima autorità, il presidente Luigi Giampaolino. Un intervento, quello del numero uno dei magistrati contabili, che punta i fari sul Mezzogiorno alla luce dei dati col segno meno sulla crescita economica diffusi ieri. “Quelli emersi – ha detto Giampaolino – ci dicono che particolarmente acuta è la sofferenza del Mezzogiorno, che meno di altre aree del Paese può contare sul sostegno delle esportazioni come elemento di attenuazione della caduta della domanda interna”. In questo contesto, secondo l’alto magistrato, “si fa concreto il rischio di una “desertificazione industriale” che comprometterebbe le prospettive di futura ripresa del Mezzogiorno”. Ma la vera mazzata è da venire. Una mazzata nell’impietosa l’analisi del procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, che punta il dito contro le società partecipate, “vero cancro”, dice, delle amministrazioni locali, “un passato di cui non ci si riesce a liberare, con incarichi e consulenze dai compensi fuori mercato che non hanno prodotto niente”. Una circostanza che, anche quest’anno, è servita per puntare il dito contro sprechi e anomalie nella gestione della cosa pubblica in Campania. Da Cottone arriva anche un commento alle sentenze emesse in settimana dalla Corte dei Conti campana nei confronti di alcuni ex amministratori napoletani (tra gli altri gli ex sindaci Antonio Bassolino e Rosa Iervolino) per la vicenda dei 362 lavoratori del bacino numero 5, la cui gestione – a giudizio della magistratura contabile partenopea – fu «connotata da evidenti profili di diseconomicità ed inefficienza, il cui aspetto più eclatante è risultata la ridotta utilizzazione dell’ampia forza lavoro potenzialmente disponibile”. E nella relazione di Cottone ecco spuntare un danno non da poco su fatti da cronache recenti. Venti milioni di euro: a tanto ammonta il danno al patrimonio librario sottratto alla biblioteca dei Girolamini di Napoli, al centro di un’inchiesta che vede coinvolto, tra gli altri, il senatore uscente del Pdl Marcello Dell’Utri. La stima prudenziale (pari per la precisione a 19.460.000 euro) è stata effettuata dalla Direzione Generale per le Biblioteche, dagli istituti culturali e dal diritto d’autore del Mibac.

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