Venerdì 19 Agosto 2022

La verità di De Gregorio: “Ecco come mi pagò Berlusconi”

Napoli, 1 marzo 2013 – Libertà da Prodi, libertà dai comunisti. Libertà e libero spazio a Berlusconi e soci. E non è un caso che il piano l’hanno definito “operazione libertà”. Del resto, in quei mesi del 2006, colpire la comitiva Prodi, con quella risicata maggioranza che pare ricordare un Bersani dei tempi nostri, sarebbe stato come sparare sulla croce rossa. Bastava far tornare i conti arruolando uomini. E fu così – secondo i magistrati della Procura di Napoli – che Silvio Berlusconi avrebbe elargito, fino al marzo 2008, tre milioni di euro al senatore Sergio De Gregorio: un milione versato all’associazione ”Italiani nel Mondo”, che fa riferimento al parlamentare, e altri due versati ‘in nero’ e depositati sui conti dell’esponente politico napoletano. Un passaggio di denaro che avrebbe visto l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola – in carcere dall’estate scorsa per i finanziamenti illeciti al suo giornale – nel ruolo di intermediario: era lui, secondo l’accusa, che consegnava il denaro in contanti nelle mani di De Gregorio. Tutto sintetizzato nelle carte trasmesse alla Camera e al Senato dai magistrati della procura di Napoli che hanno indagato Berlusconi per corruzione e finanziamento illecito dei partiti. Il pool di magistrati di Napoli ha incaricato la Guardia di finanza di notificare a Berlusconi un invito a presentarsi per rendere interrogatorio il 5 marzo prossimo. Gli stessi pm hanno ordinato il sequestro di una cassetta di sicurezza nella disponibilità del Cavaliere presso una agenzia del Monte dei Paschi di Siena, inoltrando alla Camera e al Senato la richiesta di autorizzare sia la perquisizione della cassetta, sia l’acquisizione di tabulati telefonici di utenze in uso a Berlusconi e a De Gregorio. Cassetta di sicurezza, ha fatto sapere l’avvocato dell’ex premier, Niccolò Ghedini, che “non è mai stata in uso a Berlusconi, ma è stata utilizzata da Forza Italia prima e dal Pdl poi e sarebbe stato sufficiente da parte della Procura una semplice richiesta al partito per poter accedere senza alcuna necessità di impegnare la Camera in una attività pacificamente inutile”.

L’inchiesta sulla compravendita dei parlamentari prende avvio da una serie di indizi in cui si sono imbattuti gli inquirenti nel corso delle indagini su Lavitola. Ma la svolta si è avuta il 27 dicembre 2012 quando de Gregorio si è presentato in Procura, a Napoli, per rendere dichiarazioni sulla maximazzetta incassata allo scopo di ”sabotare” il governo Prodi. “Ho partecipato a quella cosiddetta Operazione libertà – ha messo a verbale De Gregorio – che era indirizzata a ribaltare il governo Prodi, nella quale e per la quale io ricevetti dei finanziamenti, parte in contanti… Ricordo bene – si legge ancora a verbale – che già dopo il voto che mi vide eletto presidente della Commissione Difesa, discussi a palazzo Grazioli con Berlusconi di una strategia di sabotaggio, della quale mi intesto tutta la responsabilità..”. Ma le rivelazioni non finiscono qui. “L’accordo – ha dichiarato ancora De Gregorio ai pm – si consumò nel 2006… il mio incontro a palazzo Grazioli con Berlusconi servì a sancire che la mia previsione di cassa…era di 3 milioni e immediatamente partirono le erogazioni…”. Da qui le modalità di mazzetta: “Ho ricevuto 2 milioni in contanti da Lavitola a tranche da 200/300mila euro”. Ecco la verità di de Gregorio.

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