Giovedì 30 Maggio 2024

Crollo a Chiaia, don Rapullino riapre la chiesa e celebra messa: “Siamo come cristiani nelle catacombe”

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Napoli, 8 aprile 2013 – Di quell’esortazione se ne avverte ancora l’eco. “Fujtevenne”, urlò don Franco dall’altare della chiesa di Santa Maria della Pace ai Tribunali. Un invito ad andare via, lontano dai vicoli di una città che di speranze, all’alba degli anni ’90, ne offriva ben poche. Don Franco Rapullino da Napoli non è mai scappato. Anzi, ha continuato a battersi perché in questa città a nascere fosse soprattutto la speranza. E ieri l’ha dimostrato, riaprendo per una mattinata la chiesa Santa Maria della Neve, incurante del provvedimento del Comune di Napoli che ne ha vietato l’esercizio del culto per una lesione sulla facciata Chiusa a seguito del parziale crollo di uno stabile poco distante. Alle 9 don Franco ha celebrato messa. “In un momento in cui tutto crolla – ha spiegato il sacerdote dall’altare davanti a una cinquantina di fedeli – ciò che non crolla è la nostra fede in Dio. Il quartiere è smarrito e il dovere di un buon pastore è rasserenare il suo gregge che sente il bisogno di tornare alla normalità”. L’edificio di culto, che dista un centinaio di metri dal palazzo parzialmente crollato, era stato dichiarato inagibile in seguito ai rilievi effettuati dai vigili del fuoco che, dopo la caduta di un pezzo di cornicione, avevano certificato la presenza di una lesione nella facciata e di rigonfiamenti nel muro perimetrale. Da allora il parroco ha avviato gli interventi di messa in sicurezza ma, nonostante le rassicurazioni ricevute sulla statica dell’edificio, è ancora in attesa dell’ok per riaprire. Di qui la decisione di tornare a dire messa nonostante il divieto in vigore, e di far entrare lo stesso i fedeli, non dall’ingresso principale che è sigillato, ma da una porta laterale. “Il mio avvocato mi aveva consigliato di non farlo, ma io ho osato – ha spiegato don Franco -. In attesa che tutto si riveli una bolla di sapone, ho voluto dare un segnale di normalità al quartiere. E’ come dire messa a porte chiuse, come cristiani nelle catacombe – ha scherzato con i fedeli – ma ci sono anche le porte aperte che sono quelle della nostra fede in Dio, e voi da quelle siete entrati”. La volontà di riaprire l’antica chiesa Cinquecentesca, molto cara ai pescatori di Mergellina, nei giorni scorsi era stata oggetto di un tam tam nel quartiere fino a ieri, quando nella messa vespertina don Franco aveva dato appuntamento alle 9 di domenica. Terminata la celebrazione, il parroco di Chiaia si è recato a celebrare messa alle Terme di Agnano, dove da oltre un mese sono alloggiati molti degli sfollati della Riviera di Chiaia.

 

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