Giovedì 13 Giugno 2024

Centauri senza casco morti, De Magistris: “Pene più severe e certe”

demagi

Napoli, 27 agosto 2013 – A tragedia, anzi a tragedie consumate, l’annuncio ha il sapore aspro di chi mette il paletto al portone dopo che la casa è stata svaligiata. Due ragazzi morti. Giovani, giovanissime vite spezzate perché non c’era traccia di casco protettivo sulla loro testa. Morti che trovano giustificazione solo se ci si ricorda che le terre che ne fanno da scenario sono quelle dove l’illegalità è totale, dove i vigili, quando ci sono, manco li scorgono più i ragazzi che girano in moto senza casco. Questa è la periferia di Napoli, signori. Terra di nessuno, terra dove se il casco lo indossi a 16 anni, rischio di essere bollato e preso in giro. Ed oggi si apprende che il sindaco De Magistris pare abbia accolto un appello lanciato dalle pagine del Mattino per invocare un inasprimento delle pene per i centauri che il casco forse neppure ce l’hanno mai avuto. Il tutto, alla luce di due ragazzi morti in poche ore. Dunque, pene più severe, maggiore opera di repressione, educazione stradale nelle scuole e il solito bla bla bla. Quando basterebbe solo che lo Stato sia più presente. Perché le pene attuali potrebbero anche bastare, con un fermo amministrativo di due mesi del mezzo in questione e una multa ponderosa. Fino al sequestro e alla successiva confisca del due ruote in caso di reiterazione. E allora basterebbe non chiudere un occhio o metterci un vigile in più sulle strade di Pianura, dove, nel giorno del suo 19esimo compleanno, è morto Vincenzo Scamardella. Correva, Vincenzo, in sella al suo scooter Honda SH 300, in direzione via Pallucci, quando ha visto sbucare un’automobile, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Carrà. Nell’impatto, è stato sbalzato dalla sella e ha battuto la testa sul selciato. Nulla da fare. Correva anche Davide Nuzzo, 16 anni. Andava di fretta per raggiungere casa e vedere la partita del Napoli, che stava per cominciare. Col suo scooter si è scontrato con un’automobile sulla strada provinciale che congiunge Marano a Villaricca, all’altezza di via Palermo, una zona già teatro in passato di analoghe tragedie. Non indossava il casco protettivo. E se ne sono detti sorpresi i suoi amici, secondo i quali Davide il casco “aveva l’abitudine di portarlo regolarmente”. Ma in certi territori non fa differenza se lo si indossi o no. E allora si ricorre agli appelli, raccolti dal sindaco secondo il quale bisogna valutare “l’ipotesi di un inasprimento delle pene, tenendo presente la certezza della pena”. Già, perché anche quella giacente, da queste parti, è molto ma molto incerta.
(giuseppe porzio)

 

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