Martedì 21 Maggio 2024

Cartoline dalla “Terra dei fuochi”: “Ecco i nostri figli morti”

Caivano, 17 settembre 2013 – Sette donne, che hanno provato il dolore più grande che possa capitare ad una mamma: sopravvivere al proprio figlio. Le foto dei loro bambini tra le mani e fotografate a loro volta nelle camerette dei piccoli, per testimoniare la fame di giustizia per i loro bimbi, strappati alla vita dal cancro quel male incurabile e con l’atroce sospetto che una colpa ci sia che la colpa sia dei veleni che mamme inconsapevoli hanno trasmesso ai propri. Riccardo è morto di tumore a 22 mesi. Alessia a 9 anni. Francesco a 14. E poi Mesia a 3, Antonio a 9. È questa la strage della “Terra dei fuochi”. Tutti bambini di Giugliano, Afragola, Succivo, Caivano, Marcianise. Loro che vivono nella terra dei fuochi, nel luogo dove i rifiuti, tossici sono dovunque, sotto ad ogni giardino nelle fondamenta di ogni palazzo, tra gli alberi di ogni frutteto. E’ la zona tra la provincia di Napoli e il casertano dove da anni si sversano illegalmente i rifiuti tossici provenienti dal nord, dal sud e da qualunque altra parte del mondo da cui si viene qui a seppellire ciò che sarebbe troppo costoso smaltire altrove. terre ormai sature di veleno, dove si muore, troppo piccoli. Il grido di aiuto delle mamme che invocano una mano da chi può fare qualcosa: hanno così deciso di inviare 45mila cartoline con queste foto al Papa Francesco e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Santo padre aiutaci”, scrivono le mamme, “Presidente i nostri figli muoiono”, denunciano. A lanciare l’iniziativa è don Maurizio Patriciello il parroco della terra dei fuochi che spiega, il nostro obiettivo è di superare le  100mila cartoline da destinare anche al presidente del consiglio e all’Onu. I morti gridano molto più dei vivi – dice don Maurizio  – e l’aumento dei casi di tumore e leucemia in queste terre non può essere una conseguenza dello stile di vita, come suggerisce il ministro della Salute Lorenzin. Ci parlano di prevenzione, ma: quale prevenzione può fare una madre che muore a 30 anni, quale un bambino di 22 mesi? Cosa deve prevenire un ragazzo di 18 anni? Ci dicono che non bisogna creare allarme, che c’è bisogno di studi specifici: sicuramente, ma intanto le persone muoiono più che altrove e questo è un dato che non si può ignorare”. Qualcosa di cui tutti sanno, dice il prelato ma nessuno fa niente. Sulla strage dei veleni è intervenuto anche lo scrittore Roberto Saviano che ha affidato alla sua pagina Facebook lo sgomento per quelle morti precoci, assurde e anche lui si è rivolto don Patriciello: vogliamo cercare l’aiuto di tutti, ha detto, soprattutto di chi come Saviano può amplificare la nostra voce “vieni nella tua terra, Roberto, dice don Maurizio, c’è tanta sete di giustizia in giro, tanta paura ma la parola d’ordine deve essere speranza.  mamma rifiuti2

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