Martedì 28 Giugno 2022

Il San Carlo chiude i portoni “in faccia” a Napolitano. Sciopero a oltranza e niente “prima” per il presidente

 

Napoli, 27 settembre 2013 – Trionfo a San Pietroburgo. Figuraccia a Napoli. Dopo una serata di successo in trasferta, si torna all’amara realtà tra le mura di casa, quelle del Massimo. Salta la prima al teatro San Carlo. E detta così, nulla di compromettente. Se non fosse che a quella prima, in programma domani sera, era prevista la presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un evento, in coincidenza con le celebrazioni per le “Quattro Giornate di Napoli”. Il concerto “Monumentum pro Gesualdo”, con il coro e l’orchestra “Florilegium” di Lucia Ronchetti e Raffaele Grimaldi, avrebbe dovuto inaugurare la stagione sinfonica. Una prima assolta a quattrocento anni dalla morte del madrigalista Gesualdo da Venosa. Ma da ieri i dipendenti del San Carlo hanno incrociato gli strumenti ed hanno proclamato uno stato di agitazione a oltranza. Una doccia fredda la decisione comunicata ieri in serata dalla sovrintendente del San Carlo Rosanna Purchia, dell’annullamento del concerto inaugurale e della replica il giorno successivo. La decisione dell’assemblea del lavoratori di protrarre lo stato di agitazione e l’assemblea permanente per protestare contro il decreto legge Valore Cultura. “A malincuore – si legge nel comunicato delle maestranze del Massimo napoletano – siamo costretti a non andare in scena in quanto in attesa di una riforma strutturale delle fondazioni lirico sinfoniche già prevista dalla legge 100 del 2010. Il provvedimento taglia in modo unilaterale la retribuzione di secondo livello consentendo così alle amministrazioni di ripianare i debiti creati dalle gestioni fallimentari degli ultimi anni a discapito dei lavoratori”. I lavoratori del San Carlo specificano che i loro stipendi sono sotto la media nazionale “e a fronte di questo – sottolineano ancora – abbiamo intensificato le produzioni, con numerose tournee all’estero”. Un messaggio, infine, all’uomo che avrebbe dato prestigio alla prima. “Al presidente della Repubblica – chiosa la nota – chiediamo di non firmare la legge e fare pressione affinché i parlamentari analizzino meglio gli emendamenti proposti da Sic Cgil, Fistel Cisl, Ulicom e Fials”. Piccata la reazione di Rosanna Purchia, che lancia una stoccata a chi ha deciso di protestare – a suo avviso – nel momento sbagliato. “La presenza prevista del Capo dello Stato al concerto inaugurale della stagione – spiega la Sovrintendente del San Carlo – avrebbe offerto l’opportunità di far giungere la voce dei lavoratori con maggiore incisività”.

 

(giuseppe porzio)

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