Giovedì 13 Giugno 2024

Rapinatori uccisi investiti e uccisi, il popolo del web: “Reso un servizio alla cittadinanza”. Il fratello di una delle vittime: “La sua unica colpa le amicizie sbagliate”

 

Napoli, 6 settembre 2013 – In tribunale saranno i periti a dare la loro interpretazione di queste immagini. Il popolo del web non pare mostrare dubbi che questa sia la sequenza di un omicidio. Né mostra tentennamenti a schierarsi dalla parte di chi – a detta della gran parte degli internauti – avrebbe fatto bene a farsi giustizia da sé. Dalla sua, il diretto interessato continua a professare la sua innocenza. Lui che era alla guida di questa Smart che ha travolto, provocandone la morte, i due presunti complici della rapina che lo stesso automobilista avrebbe aver subito pochi minuti prima, mentre era appartato in quell-auto in compagnia della fidanzata. Per gli inquirenti vale la tesi dell’omicidio. Leonardo Mitri, 29enne autista di ambulanze, avrebbe incrociato il gruppetto di balordi artefice della rapina. Li avrebbe inseguiti e, si proposito, investiti. Il giovane si trova dal 26 agosto agli arresti domiciliari disposti dal gip Ruggiero sulla base di una ricostruzione che smentirebbe la versione fornita da Mitri secondo il quale, nel tentativo di sfuggire a un nuovo tentativo di rapina avrebbe involontariamente urtato lo scooter sul quale viaggiavano Emanuele Scarallo e Alessandro Riccio, entrambi con precedenti penali. Qualunque sia il teorema, manca qualcosa. Scarallo e Riccio, nella ricostruzione della rapina, sarebbero complici dei veri autori del colpo. Avrebbero fatto da palo. Dunque, a mancare sono gli autori. Due giovani quanto lo erano le vittime. Due malviventi descritti come specialisti in colpi di questo tipo, negli assalti alle coppiette. Elementi per risalire a loro ce ne sono. Come gli amici morti quella tragica notte, anche loro sarebbero del Cavone, cuore di Napoli. Nella prima sequenza di questo video, ci sono anche loro, su un altro scooter che percorre via Manzoni al fianco delle vittime. La loro versione, potrebbe fornire elementi utili per chiarire meglio cosa accadde quella maledetta notte. Nel frattempo, mentre Leonardo Mirti, attraverso i suoi legali, continua a giurare e spergiurare che non era sua intenzione uccidere nessuno, ma che si è trattato solo di un incidente, non sono mancati commenti di carattere giustizialista in calce al video sulle pagine web del Mattino. “L’avere eliminato due individui irrecuperabili e pericolosi per la società dovrebbe essere un’attenuante”, si legge in un post. “Questo signore ha reso un servizio sociale alla cittadinanza”, si legge oltre. “Sono i pericoli del mestiere”, aggiunge un altro. Mestiere di rapinatore, ovviamente. In calce a una ventina di commenti, ecco comparire un post a firma di Emilio Scarallo, fratello di Emiliano, uno dei rapinatori morti. “La sua unica colpa – scrive – è stata frequentare amici sbagliati”. Per poi passare all’attacco: “Non permetterò – sottolinea – che un branco di ignoranti infanghino il suo nome”. Scarallo se la prende con la cattiva informazione e chiede di aspettare che siano finite le indagini. Secondo lui “le forze dell’ordine sanno come sono andate le cose e spero – chiude – che presto le rendano pubbliche”.

(giuseppe porzio)

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