Martedì 28 Giugno 2022

Doppi rimborsi pagati dalla Asl Napoli 1: spuntano i primi “pentiti”, restituiti 18 milioni

 

Napoli, 26 ottobre 2013 – Magari si sono resi conto di essere stati pagati due volte per la stessa fattura e, onestamente, hanno restituito quanto non gli era dovuto. O forse hanno subodorato aria di inchiesta contabile e giudiziaria, e hanno pensato bene di correre ai ripari. Sono i pentiti del “doppio rimborso”, quelli che ce l’hanno fatta a consegnare il denaro percepito indebitamente dall’Asl Napoli 1, prima di finire nei guai. Anche se la loro posizione è tutta da valutare. A tutt’oggi, si scopre che 35 tra centri di riabilitazione, laboratori e farmacie che hanno scelto di presentarsi alle casse dell’Asl per regolarizzare la loro posizione, restituendo finora oltre 18 milioni di euro, compresi i 942mila euro di interessi maturati dal giorno del pagamento-bis fino al momento della restituzione. Tutto cominciato molto prima che muovesse i suoi passi l’inchiesta avviata dalla Corte dei Conti campana, che sta passando al setaccio 2.500 pratiche di versamenti sospetti. Il tutto dopo le denunce su un sistema contabile del tutto inefficiente, che è scaturito nel conseguente doppio pagamento dei fornitori per le prestazioni rese all’Asl Napoli 1. Provocando alla Regione Campania un danno di più di 32 milioni. Nella sostanza la Asl, nonostante pagasse regolarmente i debiti, non era in grado di dimostrare l’avvenuto saldo delle fatture. Ciò accadeva anche nel caso in cui il fornitore avesse citato l’Asl in giudizio sostenendo di non essere stato pagato. Pertanto «i pagamenti spontanei dovuti per le prestazioni fruite si sono sistematicamente sommati agli ulteriori e successivi pagamenti delle medesime prestazioni imposti a mezzo di procedure esecutive avviate dai creditori interessati». Tutto ciò, hanno puntualizzato gli investigatori, “è imputabile al gravissimo disordine amministrativo/contabile nel quale versa l’Asl, che non è mai stata in grado di opporsi validamente alle procedure esecutive per contestare il già avvenuto pagamento delle fatture”. In particolare, dalle indagini è emerso che le registrazioni in contabilità della documentazione inerente alle ingiunzioni di pagamento non avvenivano nel corso dell’anno in cui la documentazione stessa era stata trasmessa da parte del tesoriere (Banco di Napoli), bensì con ritardi sempre crescenti, “con un conseguente gravissimo stato di ignoranza da parte dell’Asl di quanto effettivamente già pagato”. Un buco provocato da un disordine di ben 12 anni, che ha preso il via negli anni in cui era assessore alla Sanità regionale Angelo Montemarano, la cui posizione è al vaglio di chi indaga. Si aggiunga inoltre che presso gli archivi dell’Asl giacciono ancora documenti da contabilizzare per una spesa complessiva stimata in circa 560 milioni di euro, per la quale gli accertamenti saranno svolti nei prossimi mesi.

 

 

 

(giupor)

asl na

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