Lunedì 25 Ottobre 2021

“Ha ucciso e fatto sparire Cristofer Oliva”, condannato a trent’anni l’amico del cuore Fabio Furlan

 

Napoli, 18 settembre 2013 – Trent’anni hanno chiesto. Trent’anni gli hanno dato. E fine dei giochi, per ora. Anzi, fine di un processo, perché il mistero c’è tutto. Perché a mancare, come dalla prima ora, è sempre la prova regina: manca il corpo, non c’è traccia di cadavere. Si è andati per esclusione, per prove indiziarie, per riscontri. Si è tenuto conto delle contraddizioni, e tante. Ma i giudici hanno deciso. La Corte d’Assise ha condannato a trent’anni di reclusione Fabio Furlan, imputato unico per l’omicidio del suo migliore amico: Cristofaro Oliva detto Cristopher, il 19 enne della zona collinare di Napoli sparito nel nulla la sera del 19 novembre di quattro anni fa. Il collegio ha ritenuto l’imputato responsabile di omicidio premeditato. Aveva 19 anni, Cristofer, quando sparì nel nulla nel pomeriggio del 17 novembre dalla sua casa di Napoli, nel quartiere Chiaiano, dopo essere sceso ad aspettare il suo amico del cuore, Furlan appunto, che doveva passare a prenderlo con la moto. Il giovane scomparve senza lasciare tracce e il suo cadavere non fu mai ritrovato. Dopo vario appelli, con in testa la mamma della vittima, venne però aperta un’indagine per omicidio. Secondo l’accusa il movente dell’omicidio sarebbero stati alcuni contrasti tra i due nella gestione di una piantagione di marijuana che avevano impiantato, oltre alla gelosia per una ragazza della quale entrambi erano invaghiti. All’imputato sono state inoltre riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. Nel dispositivo viene escluso inoltre dalla Corte di Assise il concorso nell’omicidio di Karim Sadek, amico di Cristofaro e di Fabio, la cui posizione era già stata archiviata dal Tribunale per i minorenni in quanto il giovane, all’epoca dei fatti, non aveva ancora compiuto diciotto anni. Anche il pm Ivana Fulco, titolare delle indagini con il pm Alessandro Cimmino e il procuratore aggiunto Giovanni Melillo, aveva chiesto per Fabio la condanna trent’anni di reclusione. Furlan ha sempre respinto le accuse e ha parlato di un processo mediatico, i suoi legali annunciano ricorso in appello. Vogliono la prova regina. Quel corpo che non è stato mai trovato.

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