Giovedì 11 Agosto 2022

Rifiuti, Napoli “zavorra” d’Italia: differenziata ferma al 27,5%. La promessa tradita di De Magistris del 2011: “Se entro dicembre non siamo al 75% mi dimetto…”

 

Lo ricordano in pochi, ma andrebbe fatto ogni volta che i numeri ci riportano alla realtà. E forse anche più spesso. Numeri sottolineati dal ministro all’Ambiente, Andrea Orlando, che riferisce di una città, Napoli, dove la raccolta differenziata non stenta a decollare. Di più. E’ praticamente paralizzata. Una paralisi sottolineata dalla crescita della raccolta di appena un punto percentuale rispetto al 2012. Oggi Napoli è al 27,5%. Troppo poco rispetto allo standard del 50% invocato dall’Unione europea. Un risultato che, ad oggi, sembra irraggiungibile. Ma non si può non sorridere e, si diceva, ricordare quell’altro dato a cui si sarebbe voluto arrivare nel dicembre 2011. Sessantacinque per cento era l’obiettivo. 65 per cento, lo sottolineiamo ancora perché lo si ricordi bene. Una percentuale che rappresentava l’obiettivo minimo di un candidato sindaco chiamato Luigi De Magistris, che disse e spergiurò: “Se dovessi essere eletto, mi dimetterei immediatamente se non dovessimo neppure avvicinarci a quella percentuale del – lo ribadiamo – 65%”. Dunque? Dunque oggi siamo fermi al 27,5%. L’unica cosa che si ricorda di quella data di dicembre è il siluramento del presidente dell’Asìa, Rafael Rossi, non per l’obiettivo non raggiunto, piuttosto perché non volle investire risorse nell’assunzione di gente a cui il posto fu promesso in campagna elettorale: assunzioni inutili e inutile sperpero di denaro, disse Rossi sbattendo la porta alle sue spalle. De Magistris siede sulla poltrona più alta di palazzo San Giacomo e annuncia di volersi ricandidare addirittura. Prendendosela con una città che non collabora. Da Roma e, più vicino, dalla Regione Campania fanno sapere che se non dovesse decollare la differenziata, sarà inevitabile il ricorso all’impiantistica. Dunque, a Napoli sarà termovalorizzatore. Mentre dal Comune propongono, in alternativa, impianti di compostaggio. I cui tempi di realizzazione sono lunghi e qui siamo ancora fermi alla fase progettuale. Mentre i soldi si gettano per i viaggi delle navi cariche di monnezza, l’inefficienza dell’amministrazione napoletana si tramuta in stangata. Con le più alte quote di Tarsu (ieri) e Tares (oggi) sulla spazzatura che non viene affatto differenziata. Roba da far saltare le poltrone in una metropoli che si definisce civile.

 

(giuseppe porzio)

differenziata_napoli

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