Venerdì 1 Luglio 2022

Cosentino torna in cella. ’O mericano arrestato con i fratelli per estorsione e concorrenza sleale nella gestione dei distributori. Indagata l’ex prefetto Stasi

cosentino_tribunaleNapoli, 3 aprile 2014 – Il prefetto e ‘o mericano. Di fronte a loro, un sindaco. Tenuto ad ascoltare e, all’occorrenza eseguire: deve cacciare il tecnico comunale infedele. Un retroscena, di certo il più sconcertante se trovasse conferma, nell’ordinanza che ha portato, anzi riportato in galera Nicola Cosentino. L’ex sottosegretario all’Economia, a pochi mesi dalla scarcerazione, se n’è tornato nelle patrie galere. In sua compagnia, colpiti dalla stessa indagine, i fratelli Giovanni e Antonio. Proprietari di diversi distributori di carburante, i Cosentino’s sono accusati di estorsione e concorrenza sleale con metodo mafioso nel settore dei distributori di carburanti in provincia di Caserta. Le misure cautelari sono in tutto 13: si annoverano anche Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi. I fratelli Cosentino, in concorso con dirigenti pubblici, funzionari della Regione e del Comune di Casal di Principe, e con la complicità di funzionari della Q8, avrebbero ottenuto rapidamente il rilascio di permessi e licenze per costruire impianti, anche quando c’erano cause ostative. Ma avrebbero anche costretto amministratori e funzionari pubblici locali a impedire o rallentare la costruzione di impianti di aziende concorrenti. E’ il caso dell’incontro in prefettura di Caserta. Colpisce in particolare un episodio. Cosentino e l’ex prefetto di Caserta Maria Elena Stasi, passata poi alla carriera politica nelle fila del Pdl, avrebbero convocato nel 2002 l’allora sindaco di Villa di Briano, Raffaele Zippo, per intimargli di provvedere alla rimozione dell’incarico il tecnico comunale che aveva rilasciato l’autorizzazione all’imprenditore Luigi Gallo, per la realizzazione della stazione di servizio che impediva di fatto ai fratelli Cosentino la realizzazione di un impianto analogo a Casal di Principe. Un episodio riferito ai magistrati dallo stesso Zippo, che fu minacciato di “azioni ritorsive contro l’amministrazione comunale di Villa di Briano. Luigi Gallo, inoltre, ha riferito di aver chiesto chiarimenti a Giovanni Cosentino e di essersi sentito rispondere: “Chi ha più forza spara, dove ci sta la politica c’è mio fratello Nicola, dove ci vogliono i soldi ci sono io, dove ci vuole la forza c’è pure la forza”. Determinanti anche le dichiarazioni di collaboratori di giustizia e l’acquisizione di documentazione sull’apertura di due impianti di distribuzione di idrocarburi nel Comune di Casal di Principe e in quello di Villa di Briano. E fine della libertà per l’ex sottosegretario, che era tornato già ad animare la vita politica. Fresco di presentazione del suo nuovo gruppo, Forza Campania aveva già aggregato un gruppo di consiglieri regionali “dissidenti” di Forza Italia, che non hanno mai smesso di riconoscere la leadership di Cosentino. Il quale, anche durante la sua pur breve detenzione domiciliare, a detta dei magistrati ha continuato a fare politica, con frequenti contatti – scrive la Procura – con importanti esponenti della politica e delle istituzioni locali e nazionali.

(giuseppe porzio)

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