Lunedì 26 Luglio 2021

Bus precipitato, arrestato il proprietario del mezzo e due funzionari della Motorizzazione. Ipotesi “sistema” per falsificare le revisioni

pullma_precipita_viadotto_irpinia_645Napoli, 2 luglio 2014 – C’è la fatalità dietro molti incidenti, anche i più gravi. Ma in alcuni c’è la mano dell’uomo lorda di sangue. Nel caso di specie, il sangue di 40 persone, fedeli di ritorno da un pellegrinaggio a Pietrelcina. 28 luglio, autostrada Napoli-Canosa. L’autista del pullman con a bordo tutta quella gente perde il controllo del mezzo. Frenare è inutile. Il conducente ingrana marce basse, prova a rallentare urtando il guardrail, che non regge. Il mezzo vola giù dal viadotto di Monteforte. Un volo di venti metri. Una strage. In un anno, prendono forma poche ma importanti certezze: il mezzo, vecchio, con oltre 400mila chilometri all’attivo, risultava revisionato quattro mesi prima. Ma si trattava di carte falsificate a posteriori da due funzionari della Motorizzazione. E’ la prima certezza: tecnicamente nessuna revisione è stata mai effettuata su quel mezzo. Ad avallare questa tesi, il fatto che il sistema di trasmissione del pullman fu trovato sequestrato circa un chilometro prima del punto dove è avvenuto l’incidente. Ecco perché i freni non funzionarono. Tre le ordinanze cautelari eseguite stamattina su ordine del gip di Avellino: oltre ai due funzionari della motorizzazione civile di Napoli, è finito in manette anche il proprietario della ditta che noleggiò il bus, Gennaro Lametta, fratello dell’autista Ciro deceduto nell’incidente. Epilogo di un’indagine sul capitolo delle false revisioni sul pullman Volvo di proprietà della “Mondo Travel”. Nei mesi scorsi la procura di Avellino aveva già contestato il falso in atto pubblico ai due funzionari che consegnarono il certificato di revisione del bus precipitato datato marzo 2013, che in realtà era stato compilato con l’accesso illegale ai sistemi informatici della Motorizzazione Civile di Napoli pochi giorni dopo l’incidente. La procura dispose anche una perizia calligrafica poiché uno dei due funzionari contestava l’autenticità della propria firma. Perizia che smentì il funzionario. Mentre si fa avanti un’altra, inquietante, ipotesi: l’esistenza di un sistema  per falsificare le revisioni. Dunque, potrebbero circolare altri mezzi danneggiati, ma che sulla carta risultano revisionati e senza alcun problema. L’accusa per i tre è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, e fa il paio con quell’latro filone che vede indagati altri tre dirigenti della Motorizzazione per omissione in atti d’ufficio nel capitolo relativo alla mancata manutenzione sulle barriere del viadotto.

 

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