Sabato 22 Settembre 2018

Le insospettabili professioniste del sesso: casalinghe, mogli o studentesse nel giro delle escort di lusso. Fino a 2.500 euro per un week end a luci rosse

escortNapoli, 8 luglio 2014 – La novità, se di novità trattasi, è tutta contenuta nelle parole in virgolettato del gip che ha firmato l’ordinanza: spregiudicata e disinvolta “adesione all’attività di mercimonio”. Altro che schiave del sesso. Imprenditrici del settore, nel senso più antico e venale del termine. Ber corpi per macinare denaro, e tanto, col più antico (a tratti poetico, fin tanto che l’hanno osannato poeti e cantautori) dei mestieri. Donne votate alla prostituzione come business, nonostante la giovane età. Escort, è il termine che le etichetta da un lustro o due, pronte a prostituirsi in case e in lussuosi alberghi. L’epicentro è principalmente Napoli, ma la trasferta non era da scartare. I clienti? Tutti facoltosi, ovviamente: industriali, professionisti, politici e pubblici amministratori, ma pure procuratori di calciatori. Persone in grado si sborsare, all’occorrenza, fino a 2500 euro per un intero fine settimana in buona e dolce compagnia. Un giro di affari notevole di cui beneficiava soprattutto chi aveva organizzato la rete, attraverso la pubblicazione di foto e annunci su siti internet.

Gli arrestati. Tutto messo in luce da indagini della procura di Napoli, che sulla base delle testimonianze delle ragazze e di intercettazioni telefoniche, hanno portato all’individuazione di due sfruttatori nei cui confronti sono state eseguite misure cautelari dalla Guardia di Finanza di Napoli: P. C., 41 anni, nei cui confronti è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di San Giorgio a Cremano, e C.D.P., 47 anni, di Sulmona, colpito da obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Entrambi sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del Tribunale di Napoli Paola Valeria Scandone che ha accolto le richieste dei pm Celeste Carrano, Giuseppina Loreto e Henry John Woodcock. Le centinaia di intercettazioni, dal contenuto abbastanza esplicito, svelano i rapporti che P.C. intrecciava aveva con i clienti che poi metteva in contatto con le escort, con le quali si accordava preventivamente sulla percentuale che avrebbe incassato per la prestazione. La sua posizione è più gravata rispetto all’altro indagato, il quale è accusato per lo sfruttamento di una sola escort.

Le intercettazioni. “E’ scura di carnagione, a te piace la bionda nordica, è così stiamo parlando del pelo nell’uovo. Se oggettivamente una cosa è bella è bella. Tipo una macchina, Mercedes e Bmw sono due belle macchine”, dice P.C. a un cliente. Dalle indagine emerge anche che alcune ragazze conducevano una vita all’apparenza normale, prostituendosi all’insaputa dei familiari (“non posso venire, ho un problema con mio marito…”, dice una ragazza in una intercettazione).
L’ordinanza. I magistrati parlano di comportamenti spregiudicati e sottolineano come “la rete, estesa persino in ambito nazionale, di clienti selezionati e facoltosi, il numero incredibile di prestazioni sessuali a cadenza settimanale, i guadagni notevoli ottenuti dalle ragazze disponibili per qualsivoglia prestazione sessuale” siano alla base delle esigenze cautelari. “Si tratta – scrive il gip – di una prostituzione di ‘alto lignaggio”. Il giudice, pur premettendo di essere “fortunatamente esentata da qualsivoglia tipo di argomentazione di tipo sociologico e morale”, rileva comunque che la vicenda ha messo in luce “un’attività di mercimonio che vede interessate, con un grado di spregiudicata adesione, disponibilità e consapevolezza, tutte le parti coinvolte: dalle ragazze che con evidente disinvoltura cercano di non perdere alcuna delle occasioni di illecito e consistente guadagno, ai protettori che con poche spese e sforzi, curano opportunisticamente un target elitario, selezionando soli clienti sicuri e facoltosi”.

(giuseppe porzio)

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