Giovedì 21 Ottobre 2021

Pensionato ucciso per errore a Portici, killer protetti dalla camorra. Si cerca il basista

bottariNapoli, 31 luglio 2014 – I tasselli cominciano a combaciare. Ma ne mancano ancora molti perché si arrivi a fare giustizia per Mariano Bottari (nella foto), il pensionato 75enne morto perché attraversava la strada, morto perché su quel breve tratto dalle commissioni del mattino a casa ha incrociato un proiettile destinato a un uomo che si era ribellato alla rapina. Periferia di Portici, teatro ultimo di un’altra morte innocente. Qui non si traccia solo il confine tra più territori. Questo rione è la linea di demarcazione tra un’area che vive e un’altra che delinque. Questa è terra di nessuno. Dove la gente perbene di Portici subisce – sono le statistiche a dirlo, non i pregiudizi – la criminalità importata da San Giovanni, Ponticelli, Barra. Già, Barra. Dove ha sede l’ultimo dei tre distributori dove l’imprenditore nel mirino dei rapinatori prelevò l’ultima tranche di incasso, per poi apprestarsi a depositare il tutto in un istituto di credito di Portici. Da qui, da questo quartiere a Est di Napoli, hanno cominciato a inseguirlo due giovani su uno scooterone T-Max, sul quale la sella si rialza per passeggero. E il passeggero di questo T-Max è quello che impugnava la pistola ed aveva, dunque, una posizione rialzata, privilegiata, con visuale ampia per centrare il suo obiettivo. Ovvero, quell’imprenditore, che vistosi affiancato e minacciato da quei due, ha accelerato pur di difendere il bottino, ben 46mila euro destinati a pagare gli stipendi ai dipendenti delle sue tre aree di servizio. Da Barra a Portici, l’inseguimento. Attraversando un tratto di corso San Giovanni, transitando davanti alla caserma dell’esercito di San Giorgio a Cremano, sotto gli occhi elettronici di circuiti di videosorveglianza privati e pubblici, eccezion fatta per le telecamere del Comune di Portici, che risultano spente da due anni. Ed è poco dopo aver svoltato a Portici, in via Martiri di via Fani, che il rapinatore armato ha cominciato a urlare: “Ti ammazzo. Fermati o ti ammazzo”. Per dare sostanza alla sua minaccia quando hanno svoltato su via Lagno. Quando ha premuto il grilletto, sfiorando l’imprenditore in fuga, ma centrando alla base della narice destra il povero Mariano. Reo di aver attraversato la strada in quei frangenti. I carabinieri hanno scandagliato le immagini della videosorveglianza. C’è un’idea: sono di Barra, probabilmente, i killer di Mariano. E sono vicini alla camorra di zona. Che ha teso una rete di protezione attorno ai suoi figli. Ma c’è un altro modo per arrivare alla loro identificazione. Non hanno scelto a caso la loro vittima: sapevano che aveva le tasche piene, sapevano che giro avrebbe fatto quel giorno. Qualcuno li ha avvisato. C’è un basista, forse un dipendente dell’uomo. I carabinieri stanno scandagliando telefonate e messaggi da dove potrebbe arrivare la traccia che darebbe la svolta alle indagini.

(giuseppe porzio)

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