Case di cura, conto alla rovescia per lo stop

Il conto alla rovescia è partito. Tra meno di una settimana, ovvero dal 21 settembre, le Case di cura private accreditate della Campania potrebbero fermare i ricoveri programmati.

Dopo il confronto del 15 settembre con la Regione, l’AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata, presieduta in Campania da Sergio Crispino, ha confermato all’unanimità lo stato di crisi. La riduzione dei ricoveri riguarderà riabilitazione, lungodegenza e ricoveri medici e chirurgici differibili. Saranno completati i percorsi già iniziati e garantite le prestazioni indifferibili, mentre gli altri pazienti dovranno essere trasferiti negli ospedali pubblici. Il timore è un ulteriore sovraccarico di pronto soccorso, reparti e liste d’attesa.

La controversia

Al centro della vertenza ci sono i tetti di spesa 2026 e le nuove tariffe nazionali per riabilitazione e lungodegenza post-acuzie. La Regione si era impegnata a definirli entro il 15 settembre, ma per AIOP risorse e criteri di distribuzione restano insufficienti. Il decreto nazionale di giugno ha aggiornato tariffe ferme sostanzialmente ai valori del 2012.

Nel frattempo sono aumentati i costi di personale, energia, farmaci, dispositivi e manutenzioni. Dal 2026 sono previsti 350 milioni l’anno per riabilitazione e lungodegenza. Secondo AIOP, però, aumentare le tariffe senza ampliare i budget significa esaurire prima le risorse e ridurre il numero dei pazienti curabili.

Tre i principali punti contestati da Crispino

Il calcolo dei limiti di spesa, giudicato troppo penalizzante; le tariffe della riabilitazione, ridotte durante il Covid e mai pienamente recuperate; il criterio di distribuzione dei budget. La proposta è legare le risorse al tasso di occupazione dei posti letto, anche per contenere la migrazione sanitaria. C’è poi il nodo della rete oncologica, per la quale AIOP chiede risorse adeguate.

Lavoratori a rischio

La vertenza coinvolge oltre 10 mila lavoratori, più di 6 mila posti letto e un budget di circa 747 milioni di euro, 500 dei quali destinati al personale. AIOP segnala inoltre 35 milioni di saldi 2025 ancora da corrispondere. Sono circa 3 mila i posti di lavoro considerati a rischio. Sulla vicenda il capogruppo regionale di “A Testa alta”, Gennaro Oliviero, ha chiesto la convocazione della conferenza dei capigruppo.

Più disteso il confronto sulla specialistica: restano da acquisire pochi dati delle Asl per chiudere il 2025 e definire l’extra-tetto del 10%. Sarebbero disponibili anche 7 milioni aggiuntivi fino a fine anno. Confesercenti Salute, Federlab e Aisic chiedono inoltre certezze sui tetti 2026, contratti, premialità, extra-budget e adeguamento delle risorse.