Finta sensitiva su TikTok, il gip blocca l’archiviazione: “Servono nuove indagini”

L’archiviazione può attendere. Sul caso della sedicente sensitiva che, attraverso le dirette TikTok, avrebbe ottenuto denaro da persone convinte di poter parlare con i propri cari defunti, il gip di Napoli Sabato Abagnale ha disposto nuove indagini.

 

Per il giudice, infatti, non si sono ancora esaurite le possibilità di identificare l’autore delle condotte denunciate. Il procedimento nasce dalle querele presentate il 19 novembre 2025 da alcune persone che ritengono di essere state vittime di un sistema fraudolento costruito attorno al profilo social “indovina chi?”. Durante le dirette, la donna avrebbe sostenuto di poter entrare in contatto con i defunti, ricevendo regali virtuali dagli utenti collegati, convertibili in denaro.

La finta laurea

A rendere più delicata la vicenda è anche il fatto che la donna sarebbe stata presentata come psicologa, pur non risultando iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania. Una circostanza che, secondo quanto denunciato, avrebbe potuto accrescere la fiducia di persone già provate da lutti e situazioni di fragilità. Secondo le testimonianze raccolte, quando le donazioni non arrivavano, la sedicente sensitiva avrebbe minacciato di interrompere il collegamento. I moderatori sarebbero intervenuti per spiegare agli utenti come effettuare i pagamenti, fino a illustrare le modalità per inviare denaro attraverso carte prepagate.

Rigettata l’archiviazione

Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, evidenziando le difficoltà nell’identificare chi si nasconde dietro un profilo social e la necessità di acquisire informazioni dalle società che gestiscono la piattaforma, con sede anche all’estero. Il gip, tuttavia, ha ritenuto che restino piste investigative da percorrere. Nel provvedimento del primo ottobre 2026, il giudice ha disposto l’acquisizione delle registrazioni integrali delle dirette e delle conversazioni private indicate nelle denunce, oltre all’esame della documentazione relativa ai pagamenti e ai loro beneficiari. Previsto anche un nuovo ascolto delle persone offese per chiarire su quali fatti si fondino le loro accuse.

L’obiettivo è ricostruire il funzionamento del presunto sistema, verificare i collegamenti tra il profilo e i pagamenti e raccogliere maggiori elementi sull’identità del possibile autore. Il gip ha fissato in sei mesi il termine per lo svolgimento delle indagini suppletive.

I commenti

Soddisfazione è stata espressa dall’associazione “La Battaglia di Andrea” e dalle persone che hanno presentato denuncia. “Dietro queste vicende non ci sono soltanto donazioni e denaro, ma persone che attraversano momenti di estrema fragilità, anche psicologica, e che meritano tutela e rispetto”, sottolineano. Da qui la richiesta di estendere l’attenzione anche ad altri casi analoghi che circolano sui social, in particolare su TikTok.