Allegri out? E poi? Il Napoli non si salva cambiando il colpevole di turno

di Silver Mele

Cinque sconfitte in nove partite. Un rigore fallito, un gol subito, una squadra che a Venezia è sembrata smarrire anche la fiducia nei propri mezzi.


E puntuale, prevedibile sui social, parte la caccia ad Allegri.

L’allenatore ha responsabilità precise. Le scelte si discutono, il gioco non convince, il Napoli è un ibrido tattico che non ha ancora capito bene cosa voglia essere.

Ma davvero pensiamo che basti cambiare allenatore per risolvere tutto?

Qui la questione è molto più scomoda.

Dopo Garcia, De Laurentiis ha scelto la strada del rilancio a ogni costo: Conte, investimenti pesantissimi, 350 milioni in due anni, uno scudetto, una Supercoppa e il ritorno in Champions.

Poi qualcosa è cambiato. Il progetto è diventato troppo oneroso e il club ha deciso di tornare alle vecchie abitudini, quelle del mercato sostenibile e della valorizzazione delle risorse già disponibili.

Fin qui, una scelta legittima. Il problema è come è stata realizzata.

Ad Allegri è stato chiesto di rilanciare una rosa costruita con investimenti importanti, ma appesantita da stagioni intense, giocatori logorati, infortuni e un equilibrio tecnico tutto da ritrovare.

Il mercato estivo doveva anche rivalutare gli acquisti precedenti o trovare loro una sistemazione, prima di poter intervenire diversamente.

Una sfida difficile assegnata a Manna, accettata dall’allenatore. E finora, diciamolo senza girarci intorno, fallita nei risultati e nella costruzione del gioco.

Ma se il Napoli ha scelto di non rifondare la squadra, con quale logica dovrebbe rifondare la panchina dopo appena poche settimane?

La rosa è competitiva. Non può essere quella vista a Venezia. E proprio per questo la crisi preoccupa: perché il valore dei singoli non si traduce in una squadra riconoscibile, perché il sistema di gioco non ha ancora trovato una direzione, perché cinque sconfitte su nove partite stanno trasformando le difficoltà in paura.

Allegri deve trovare le risposte, certo.

Ma chi lo ha scelto deve assumersi la responsabilità delle condizioni in cui gli è stato chiesto di lavorare. Altrimenti il rischio è sempre lo stesso: si cambia allenatore, si ricomincia da capo e si lascia intatto il problema.

Prima di gridare Allegri out, qualcuno ci spieghi quale Napoli dovrebbe nascere il giorno dopo. Perché cacciare un allenatore è facile. Costruire una squadra che abbia un senso è molto più difficile.