Napoli, sveglia o è finita: Champions e Serie A passano da Bodo e Roma

Il Napoli visto a Venezia è una squadra che preoccupa. Possesso palla sterile, attacco che gira a vuoto, errori individuali, poca cattiveria nei duelli e una personalità che sembra evaporare proprio quando servirebbe tirarla fuori.


Ma che cosa sta succedendo davvero a questa squadra? Perché gli avversari riescono a metterla in difficoltà con così poco? E soprattutto: dov’è finito il Napoli capace di comandare le partite, alzare il ritmo e trasmettere la sensazione di sapere sempre cosa fare?

Allegri deve rispondere prima di tutti. I continui cambi di assetto stanno aiutando la squadra oppure ne stanno aumentando la confusione? Stravolgere la formazione serve a trovare soluzioni o rischia di togliere certezze a chi dovrebbe trascinare gli altri? E i leader? Quando vengono meno anche uomini dai quali ci si aspetta affidabilità, esperienza e lucidità, il problema non può essere liquidato con una giornata storta.

Poi o forse in testa c’è il carattere. Perché si può giocare male, si può sbagliare una scelta, si può attraversare un periodo complicato. Ma non è accettabile dare l’impressione di subire gli eventi senza riuscire a reagire. Il Napoli deve ritrovare orgoglio, fame e responsabilità. Le attenuanti possono spiegare una crisi, non possono diventare il modo per conviverci.

ORA IL CALENDARIO NON CONCEDE PIÙ ALIBI: BODO/GLIMT E ROMA SONO UN BIVIO.

In Champions League serve una risposta immediata per non compromettere il cammino europeo. In Serie A arriva una Roma che renderà ancora più pesante ogni errore. Due partite ravvicinate, due esami diversi, la stessa necessità: dimostrare che il Napoli esiste ancora, che lo spogliatoio è unito e che Allegri ha in mano una strada credibile per uscire dal tunnel.

De Laurentiis osserva, la classifica presenta il conto e il tempo per recuperare non è infinito. Nessuno pretende che una squadra vinca sempre. Si pretende, però, che sappia riconoscersi, lottare e reagire quando le cose vanno male.

Il Napoli è davanti a un bivio: ripartire adesso o lasciare che la crisi divori anche le ambizioni della stagione.