Venti convocati, tre portieri e altrettanti ragazzi della Primavera: la trasferta di Champions si apre con una rosa ridotta all’osso. Dieci indisponibili e scelte praticamente obbligate.
Una lista che fotografa la crisi
Il Napoli parte per Porto con appena venti calciatori convocati e un’emergenza che ormai condiziona ogni scelta di Massimiliano Allegri. Nella lista ci sono tre portieri e tre giovani della Primavera: numeri che raccontano meglio di qualsiasi commento le difficoltà degli azzurri, costretti ad affrontare una partita importante di Champions con risorse ridottissime.
Sono dieci gli indisponibili: Alisson, Badiashile, Buongiorno, Di Lorenzo, Favasuli, Lobotka, Neres, Olivera e Spinazzola. A loro si aggiunge Marianucci, che non figura nella lista UEFA. Un elenco pesantissimo, soprattutto considerando che l’emergenza coinvolge tutti i reparti e lascia pochissimo margine d’intervento dalla panchina.
Il 3-5-2 con Hojlund e un ballottaggio in attacco
Allegri dovrebbe affidarsi al 3-5-2. Davanti a Meret, il terzetto difensivo sarà composto da Beukema, Rrahmani e Rafa Marin. A centrocampo spazio ad Anguissa, Gilmour e McTominay, con Politano e Lang sulle corsie esterne.
In attacco dovrebbe rientrare Hojlund, con Giovane e Lucca in ballottaggio per affiancarlo. È questa l’unica vera alternativa ancora aperta in una formazione che appare per il resto quasi obbligata.
Prima il risultato, poi il recupero delle forze
Il Napoli arriva alla sfida europea dopo la pesante sconfitta contro la Juventus e con la necessità di dare una risposta immediata. Allegri dovrà chiedere uno sforzo supplementare a chi è rimasto disponibile, gestendo energie e cambi con pochissime alternative.
La Champions offre l’occasione per reagire, ma l’emergenza non concede sconti. E il problema, ormai, non riguarda soltanto chi scenderà in campo a Porto: riguarda una rosa che, tra infortuni e indisponibilità, sta mostrando tutta la propria fragilità numerica.












