Aversa fa sul serio: lo Zodiaco Sporting Hub conquista il tennis con la Union Energy Cup

di Silver Mele

Oltre 200 iscritti, quasi 300 partite e un montepremi di 5.000 euro: l’ultimo Open della stagione campana consacra il lavoro del circolo guidato da Luigi Farinaro. In campo vincono Mariano Tammaro e Nicole Andrea Molaro, ma il successo più grande è quello di una struttura che guarda già al futuro.

Aversa torna a recitare un ruolo da protagonista nel tennis campano. Lo fa attraverso lo Zodiaco Sporting Hub, una struttura che ha raccolto l’eredità di uno storico circolo cittadino e che, in appena sei anni, ha saputo ricostruire intorno ai campi da gioco una comunità sportiva, nuove ambizioni e una capacità organizzativa di tutto rispetto. La Union Energy Cup, ultimo Open della stagione agonistica regionale, ne è stata la dimostrazione più convincente.

I numeri danno la misura dell’evento: oltre 200 partecipanti provenienti da tutta Italia, 143 iscritti nel tabellone maschile e 62 in quello femminile, quasi 300 incontri disputati sui due campi in terra battuta e un montepremi di 5.000 euro. Due settimane di tennis, con un livello tecnico elevato e una partecipazione che ha trasformato il circolo aversano in un punto di riferimento per giocatori, appassionati e famiglie. Ma il risultato più significativo va oltre la riuscita del torneo: racconta la crescita di un progetto che ha restituito prospettiva a una struttura profondamente legata alla storia sportiva della città.

La rinascita di un nome che appartiene ad Aversa

Lo Zodiaco è stato per anni un riferimento del tennis aversano. La sua storia non è stata cancellata: è ripartita nel 2020, quando Luigi Farinaro e il suo gruppo hanno raccolto la sfida di rilanciare una struttura storica, restituendole prospettive e nuove ambizioni. Sei anni di lavoro, investimenti e scelte progressive hanno trasformato il club in una realtà dinamica, capace di guardare a diverse discipline federali e non federali.

La Union Energy Cup è stata una vetrina efficace di questo percorso. Non soltanto per la qualità dei giocatori arrivati ad Aversa, ma per la capacità organizzativa dimostrata in due settimane di attività. Un circolo si misura anche da questo: dalla cura dei dettagli, dall’accoglienza, dalla possibilità di far convivere l’agonismo di alto livello con il piacere di sentirsi parte di una casa sportiva.

Tammaro e Osti, la finale che racconta il tennis campano

Il tabellone maschile ha regalato una finale di grande interesse, con due protagonisti che conoscono bene il valore del lavoro quotidiano e la fatica necessaria per inseguire un sogno professionistico. Da una parte Fabrizio Osti, classe 2005, classificato 2.1, due volte campione campano assoluto; dall’altra Mariano Tammaro, classe 2004, 2.2, medaglia di bronzo nel doppio alle Universiadi di Essen 2025 e già capace di raggiungere il best ranking ATP di numero 617.

Entrambi portacolori del Tennis Club Napoli, si sono ritrovati ancora una volta uno di fronte all’altro in una stagione che li ha messi spesso a confronto. Stavolta a imporsi è stato Tammaro, con il punteggio di 7-5 6-1. Una vittoria costruita dopo una semifinale impegnativa con Giorgio Ricca, così come impegnativo era stato il percorso di Osti, capace di superare Leonardo Catani in rimonta al super tie-break.

Il risultato, però, non ha lasciato spazio a rivalità fuori dal campo. Al termine della finale, l’abbraccio tra i due amici ha raccontato molto più di tante dichiarazioni. Poi la corsa verso l’aeroporto: li attendeva Catania, dove avrebbero preso parte a un torneo ITF prima di chiudere la stagione. Due ragazzi che continuano a lavorare e a credere nel salto di qualità, portando con sé la passione e le ambizioni del tennis campano.

Molaro, diciotto anni e un futuro da costruire

Nel torneo femminile il successo è andato a Nicole Andrea Molaro, diciottenne di Latina, classificata 2.5. La sua è stata una cavalcata convincente, culminata nella finale vinta contro l’emiliana Vittoria Modesti, 2.4 ed ex 2.1 nel 2023. Una vittoria in due set che premia il percorso della giovane laziale, sostenuta ad Aversa anche dalla presenza dei genitori.

Per Molaro si apre una prospettiva interessante. Ha margini di crescita sul piano fisico e tecnico e può guardare con ambizione agli appuntamenti internazionali. Alle sue spalle, il torneo ha premiato anche Celeste Faustini e Ginevra Spinelli, protagoniste di un percorso che ha confermato la qualità del tabellone femminile.

La festa continua, dai maestri ai quarta categoria

La Union Energy Cup ha dato spazio anche alle categorie inferiori, con finali di Terza categoria particolarmente apprezzate dal pubblico. Nel maschile il confronto tutto interno allo Zodiaco tra i maestri Dario Cimmino e Mario Organista si è concluso con la vittoria di quest’ultimo, 6-3 6-2. Nel femminile Alessia Alvino, 3.4 della Napoli Tennis Center, ha fermato la corsa di Matilde Pezzullo, maestra di casa classificata 3.5, imponendosi 7-5 1-6 10-1.

Nei quarta categoria i titoli sono andati ad Andrea Palma e Ginevra Tizzano. Un’altra fotografia di un torneo che ha saputo tenere insieme livelli tecnici differenti, offrendo a ciascuno la possibilità di misurarsi con un appuntamento di grande richiamo.

Farinaro e la prossima sfida: «Aversa meriterebbe un torneo internazionale»

La soddisfazione di Luigi Farinaro, presidente e giocatore dello Zodiaco Sporting Hub, è quella di chi vede riconosciuto il lavoro di una squadra. «Gli attestati di stima e di apprezzamento di quanti hanno partecipato ci riempiono di gioia», racconta, ricordando la scelta compiuta nel 2020 di rilanciare una struttura che per decenni aveva caratterizzato la vita sportiva di Aversa.

Il progetto, spiega, non si ferma al tennis: il club ha investito sulle discipline federali e non federali e intende continuare a crescere, senza perdere di vista la propria filosofia. «Per noi il tennis è divertimento allo stato puro, ma anche cura estrema di chi ci sceglie». E quando gli si chiede se in futuro Aversa possa ospitare un torneo internazionale, Farinaro non si tira indietro: «Perché no? Provarci è nella nostra indole e Aversa lo meriterebbe».

È forse questa la notizia più interessante lasciata dalla Union Energy Cup. Un circolo che non si accontenta di organizzare un buon torneo, ma prova a immaginare quale possa essere il prossimo traguardo. Il montepremi, i partecipanti e lo spettacolo in campo hanno dato prestigio all’evento; il lavoro costruito intorno alla struttura gli ha dato un significato più profondo. Ad Aversa il tennis ha ritrovato una casa. E quella casa, oggi, ha voglia di allargare le proprie ambizioni.