Calzona: “Spalletti mago nella gestione Osimhen, il Napoli ha un organico forte!”

Francesco Calzona, ex allenatore del Napoli e collaboratore di Spalletti in azzurro, è intervenuto ai microfoni di Tuttosport a due giorni dal big match contro la Juventus.

Il Napoli, torna da Monza con più convinzione?: “Ancora qualcosa manca, prendono sempre gol. Si sono sbloccati, segnano tanto, il livello offensivo è alto. Possono tornare ad altissimi livelli”.

Lei ha lavorato per un anno al Napoli con Spalletti. Che rapporto vi lega?: “È stato un piacere lavorare con lui perché ho imparato tantissimo, specialmente nella gestione: è un allenatore che dedica anima e corpo alla squadra, lavora 24 ore al giorno in funzione del club, tiene tutto sotto controllo personalmente. È un allenatore di grandissimo livello, perché specialmente nei grandi club non è facile avere tutto sotto controllo”.

Cosa l’ha reso speciale a Napoli?: “Sicuramente la gestione di Osimhen, perché lui sapeva come prenderlo. Nei due anni di Spalletti a Napoli credo che Victor abbia dato il meglio di se stesso e questo senza dubbio è stato figlio della gestione del mister, che l’ha fatto rendere a un livello veramente sopra la media. Nessuno sa utilizzare come lui, a seconda dei momenti, il bastone e la carota”.

Con lei, però, Osimhen non si è espresso allo stesso modo. Perché?: “La mia gestione è stata difficile con alcuni giocatori fondamentali: chi per un motivo, chi per un altro avevano dei problemi. Zielinski aveva già firmato con l’Inter, lo stesso Osimhen mi ha fatto penare perché aveva questioni col club e si allenava pochissimo. Come lui pure Kvara: diciamo che ho dovuto fronteggiare argomenti più grandi rispetto a quelli del campo”.

Il Napoli viene dato a fine ciclo, è d’accordo?: “No. Secondo me il Napoli all’inizio dell’anno era la squadra con le caratteristiche più adatte per dar fastidio all’Inter, per vincere il campionato. Ha un grandissimo organico: è una squadra che oggi si permette il lusso di tenere a mezzo servizio giocatori come Gilmour, Lobotka e Lucca. Ma poi basti pensare alla forza tecnica in rosa: da Anguissa e McTominay, passando per Hojlund e Politano”.

A chi si è legato di più a Napoli?: “A Lobotka, ragazzo spettacolare. Sta sempre zitto, ma chi gli sta intorno lo riconosce come un leader. La mia più grande soddisfazione è che nelle mie 40 partite con la Nazionale slovacca non ne ha sbagliata nemmeno una. Siamo riusciti a metterlo nella miglior condizione per esprimere il 100% delle sue qualità”.