Sei settimane senza Lobotka: adesso il Napoli ha un solo regista, Kevin De Bruyne

di Silver Mele

Quel pallone accarezzato per Højlund, il tempo di gioco anticipato di un secondo, la capacità di vedere una traiettoria che gli altri ancora devono immaginare. A Monza Kevin De Bruyne ha regalato un’altra dimostrazione di calcio superiore. Una giocata dopo l’altra dall’ingresso in campo nella ripresa, con quella naturalezza che appartiene soltanto ai fuoriclasse.

Allegri gli ha cambiato posizione, affidandogli le chiavi del centrocampo, e il belga sembra aver trovato una seconda vita. Corre, lotta, accompagna, inventa. Si diverte di nuovo e soprattutto fa divertire il Napoli.

Adesso l’infortunio di Lobotka, con uno stop stimato in circa sei settimane, gli consegna una responsabilità enorme. Juventus, Porto, Lazio: la stagione entra in un passaggio delicatissimo e servirà il De Bruyne migliore. Quello capace di prendere per mano la squadra, dettare i tempi e trasformare una giocata in un’occasione da gol.

A 35 anni il talento non ha bisogno di presentazioni. Ha ancora fame, gambe e visione. E quando il pallone passa dai suoi piedi, il Napoli può solo guardare avanti.

A Torino la regia sarà sua. Il Napoli si affida al suo fuoriclasse.

E contro la Juventus di Spalletti servirà il suo spartito migliore. Perché quando De Bruyne prende in mano il pallone, il Napoli può smettere di inseguire la partita e cominciare a dettarne il ritmo.