CIE manomesse, scatta la truffa agli anziani: falsi carabinieri chiedono soldi e gioielli

A Napoli la carta d’identità elettronica finisce al centro di una nuova truffa agli anziani. 

I Carabinieri, dopo settimane d’indagine, ritornano sul caso delle CIE manomesse. Il copione è sempre lo stesso purtroppo. Qualcuno si presenta al telefono come un carabiniere e racconta alla vittima che i suoi dati sarebbero finiti nelle mani dei ladri, magari dopo un furto di carte d’identità in Comune. Poi arriva la richiesta di denaro o gioielli, con la scusa di evitare conseguenze o dimostrare la propria innocenza.

Le indagini

Gli ultimi controlli sono avvenuti a Napoli.  Tre le persone che si sono presentate in momenti diversi alla caserma San Giuseppe con documenti che, secondo quanto riferito dai Carabinieri, avevano il microchip manomesso. Un altro caso riguarda un 49enne di Volla, fermato nel rione Traiano e denunciato.

I consigli

Le forze dell’ordine consigliano di non manomettere né usare una CIE danneggiata; in caso di anomalie, rivolgersi al Comune che l’ha rilasciata. E se qualcuno telefona chiedendo soldi, gioielli, dati personali o codici, non consegnare nulla e contattare direttamente i Carabinieri o il 112.